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“L’autonomia decisionale dei giovani – continua Guerriero – è stata mortificata da un sistema che prevede l’assoggettamento delle idee ad un circuito di potentati locali, e che in maggioranza non pensa minimamente al benessere dei giovani. Gli stessi rappresentanti di agenzie o associazioni private, quando gestiscono il servizio InformaGiovani, badano nella maggioranza dei casi al profitto e non alla fornitura del servizio (servizio che potrebbe essere gestito direttamente dai comuni oppure dai giovani stessi). Anche gli amministratori locali meno informati, ipnotizzati dai fantocci sventolati, e non pienamente consapevoli delle conseguenze delle proprie scelte, in taluni casi hanno avallato questo inefficace sistema, che non prevede alcun criterio meritocratico. I Forum dei giovani, vera espressione della spontanea partecipazione, hanno dovuto subire il potere coercitivo di questi centri del profitto, senza avere la possibilità di discutere, hanno dovuto assistere inermi alle decisione di sedicenti “professionisti” del settore. La delusione maggiore riguarda la constatazione di livelli assolutamente differenti all’interno dello stesso territorio provinciale: l’intenzione di dare organicità ha prodotto l’effetto paradossale di una maggiore frammentazione. La nostra non è più ‘una Regione giovane per i giovani’, ma una Regione gerontocratica contraria alla partecipazione”.
LA PROPOSTA – “Innanzitutto trasparenza negli atti e nelle decisioni che vengono prese. Tutto ciò che concerne le politiche giovanili nella nostra regione deve essere discusso insieme alle diverse realtà provinciali e locali e non presentato alla fine del percorso. C’è bisogno di includere e non escludere le realtà giovanili, per passare da “politiche per i giovani” a “politiche dai giovani”, applicando il principio di sussidiarietà. Meritocrazia e premiazione delle buone prassi, per non appiattire e applicare uno sterile egualitarismo, che produce soltanto allontanamento e disinteresse. Ad oggi l’eccezione per l’applicazione dei Piani Territoriali Giovanili riguarda i distretti che hanno operato bene e non quelli che hanno operato in modo scorretto. C’è bisogno di regole chiare, precise e condivise: per evitare che nelle maglie delle linee guida non vincolanti, i più furbi possano approfittarne. Monitoraggio delle azioni poste in essere nel territorio regionale, a partire da valutazioni sul campo e non esclusivamente sui documenti presentati. Maggiore fiducia e libertà ai giovani, di cui si parla tanto in campagna elettorale, ma che vengono troppo spesso trattati come incapaci. Gli stessi Forum dei giovani presenti sul territorio regionale avrebbero potuto presentare delle proprie azioni senza bisogno di pupari che impongono le proprie decisioni”.