Avellino (4-4-2): Pantanelli, De Angelis ( 68’ Cipriani), Corallo, Mengoni, Sirignano, Sestu (51’ Paonessa), Di Cecco, Della Rocca, Nardini (46’. Conticchio), Salgado, Pellicori
A disp: Gragnaniello, Tombesi, Anastasi, Campanella
All. Calori.
Messina: (4-2-3-1): Manitta, Rea, Zanchi, Stendardo, Parisi, D’Aversa, Cordova, Galeoto, Schetter (86’. Surraco), Moro (73’ Gaveglia), Foti (66’ Degano)
A disp: Petrocco, Bombara, Provenzano, Bernardo
All. Di Costanzo
Arbitro: Palanca di Roma/Assistenti De Luca di Pescara e Petrella di Termoli; quarto uomo Barletta
Marcatori: 21’ Parisi (Rig. Mes) , 70’ Cipriani (Av), 92’ Cordova (Mes)
Ammoniti: De Angelis, Pellicori, Salgado, Cipriani(Av) Zanchi (Mes) e Schetter (Mes)
Espulsi: 84’ Rea
Angoli: 6 a 5 per l’Avellino
Recupero: 1’ p.t. e 5’ s.t.
L’Avellino spreca l’ultimo bonus ed i tifosi perdono la pazienza. Il Partenio ancora terra di conquista per un Messina che non aveva più nulla da chiedere al campionato, ma che si porta a casa i tre punti. Nove gare senza vittorie per i peloritani, rimessi in piedi da un lupo che offre una prova davvero disarmante. Una crisi profonda quella degli irpini, che hanno fallito tutti gli appuntamenti più importanti, tre sconfitte consecutive nel periodo decisivo del torneo. Svanito l’effetto Calori, i lupi si ritrovano nella turba della zona rossa, con le dirette inseguitrici che non mollano e con il Vicenza davanti staccatosi definitivamente. A rendere meno amaro questo sabato- anche se di poco – la sconfitta interna del Treviso contro l’Albinoleffe. Avellino letteralmente inguardabile: una squadra senza cuore, orgoglio, anima ed attributi. I tifosi non ne possono più, stanchi di essere rappresentati, anzi di non esserlo, da una formazione che ha disintegrato in poche settimane le residue speranze di salvezza diretta. Una contestazione civile, quella di chi ama questi colori, con la tanta rabbia sfociata nel momento del fischio finale di Palanca. Per salvarsi ci vuole ben altro, bisogna lottare. Ma soprattutto c’è un gruppo? La domanda è più che lecita, il battibecco tra De Angelis e Salgado, il lancio della maglia di Anastasi fatto riscaldare e mai entrato, le giocate da solista di Sestu sono episodi che fanno pensare al peggio, ad una spaccatura, una frattura, che può e deve essere sanata perché la B è un patrimonio da difendere con le unghie e con i denti. Uscire dal tunnel a sei giornate dal termine e con le inseguitrici che non si arrendono è ancora possibile, è necessario ritrovare la coesione, l’armonia e il desiderio di raggiungere l’obiettivo. Nel primo tempo combattono Pellicori e Salgado nel secondo Cipriani, ma l’ ‘Avellino’, 11 lupi che cercano di portare a casa i tre punti tutti insieme, mai. Soltanto tanta confusione ed un reparto difensivo imbarazzante, con Corallo in vena di regali e a cui va di sicuro la palma di peggiore, ma ben ‘supportato’ dal capitano De Angelis.
CRONACA: Termina 2 a 1 allo stadio Partenio. In goal per i siciliani Parisi su calcio di rigore e Cordova con la complicità di Corallo nel finale. La rete dei padroni di casa porta la firma di Cipriani. La prima azione degna di nota è dell’Avellino con Nardini che al 2’ va alla conclusione da fuori area. Il suo tiro però si spegne sul fondo. Al 5’ risponde il Messina con D’Aversa, ma la conclusione è da dimenticare. Al 10’ bella azione manovrata dei giallorossi con Galeoto che serve Cordova al limite, la sfera finisce al lato. Al 13’ l’Avellino ha la più facile delle occasioni per passare in vantaggio, Della Rocca serve Nardini sulla corsia di sinistra, l’ex catanese giunge in area e mette al centro per Salgado che a botta sicura calcia a rete, Manitta risponde presente. Al 16’altra occasione d’oro per i lupi, lancio di Pantanelli, Zanchi e Stendardo ciccano la sfera, sulla palla si avventa Pellicori che con un gran tiro al volo colpisce il palo alla sinistra dell’estremo messinese. Al 20’ arriva la doccia fredda, mischia in area dei lupi, Mengoni atterra Galeoto, Palanca senza esitazioni concede il penalty: sulla palla va lo specialista Parisi, che spiazza Pantanelli con un perfetto tiro nell’angolo sinistro della porta di casa. Al 22’ bella sponda di Pellicori per Salgado che calcia di poco al lato. Al 28’ Sirignano impatta di testa su angolo di Della Rocca, ma Manitta blocca senza problemi. Al 37’ grave errore di Sirignano in fase di appoggio, Galeoto recupera palla e calcia a rete, Pantanelli ci mette una pezza. Nella ripresa l’ex difensore dell’Udinese prova a mischiare le carte ed inserisce Conticchio e Paonessa al posto di Nardini e Sestu. L’ex bolognese dopo sei giri di lancette ci prova su calcio piazzato, ma il suo tiro diretto all’angolino viene mandato in fallo laterale da un attento Manitta. Al 55’ D’Aversa ci prova dalla distanza Pantanelli in due tempi. Al 70’ l’Avellino riesce a raggiungere il pari lancio dalle retrovie di Sirignano, Cipriani svetta più in alto di tutti e di testa trafigge il poco attento estremo difensore siciliano. Al 74’ Sirignano ben appostato in area schiaccia di testa, ma la palla viene bloccata senza problemi dal numero uno ospite. A sei minuti dal termine peloritani in dieci per l’espulsione di Rea, autore di un brutto tackle ai danni di Paonessa. Un minuto dopo è Paonessa a provarci su calcio piazzato, Manitta mette in angolo. In pieno recupero la beffa Cordova salta come birilli i difensori irpini, giunge in area e calcia in porta, Corallo devia e la palla si deposita alle spalle di Pantanelli. C’è ancora il tempo per un palo di Gaveglia. Sabato si va dallo Spezia vittorioso contro il Cesena, un’altra tappa importante. Speriamo di non fallire. (Di Sabino Giannattasio)
