![]()
Al tavolo “dell’audizione” il presidente Corecom Gianni Festa, il vice Vincenzo Todaro, ed i componenti Gianni Russo, Francesco Eriberto D’Ippolito, Vincenzo Marino Cerrato, Giovanni Scala, Pietro Funaro, Giuseppe Giordano. Con loro la presidente del Consiglio regionale della Campania Alessandra Lonardo ed il sindaco di Avellino Pino Galasso. Platea delle grandi occasioni rappresentata dai consiglieri regionali Franco D’Ercole, Roberto Castelluccio, Angelo Giusto, Luigi Anzalone, il presidente dell’Alto Calore Servizi Franco Maselli, il presidente e il direttore Air trasporti rispettivamente Rosetta D’Amelio e Costantino Preziosi, gli assessori comunali Salvatore Biazzo, Mirella Giova, Antonio Genovese, i consiglieri Giovanni D’Ercole, Antonio Gengaro e Vincenzo Sbrescia. Ed ancora Enzo Venezia, Gerardo Adiglietti, Franco Vittoria, Gianfranco Iacobelli, il colonnello Mario Imparato, il colonnello Ganmarco Sottili, il questore Antonio De Iesu, il prefetto Ennio Blasco, il vice prefetto Silvana Tizzano. Un entourage d’eccezione con la presenza di molti giornalisti, editori e direttori di testate a voler dimostrare che “la politica quando è ben attrezzata e rigorosa è momento di costruzione e non di distruzione come spesso avviene”. Il presidente e ‘direttore’ irpino Festa ha tracciato un breve quadro dei tre mesi di attività a partire dal suo insediamento lanciando moniti e sollecitazioni per l’era futura, quella del ‘digitale’. Ogni piccola emittente sarà chiamata a gestire ben cinque canali nella contingenza di difficoltà economiche non nuove e con la possibilità di spiragli di penetrazione rispetto a cui la soglia d’attenzione deve essere garantita ai massimi livelli. “Conosciamo – ha spiegato Festa – le difficoltà economiche di una piccola emittente soprattutto nel dover gestire cinque canali. L’impresa è ardua ed in questo contesto potrebbero trovare sbocco infiltrazioni camorristiche pronte a mettere le mani sull’informazione”. Eventualità in grado di minacciare la democrazia del Paese e porre ostacoli al sano giornalismo alimentato da vivacità ed ampia possibilità di confronto. Caratteristiche di cui va dato merito, secondo gli addetti ai lavori, al giornalismo irpino, contraddistinto da una pluralità di voci in grado di rendere l’informazione attenta e, per quanto possibile, imparziale. “Il giornalismo è ricchezza – ha concluso Festa – ma vive per forza di cose un momento di grande disordine. Noi ci siamo fatti carico di questa difficoltà ed abbiamo istituito un tavolo di sistema. Oggi, purtroppo, non c’è controllo né regole. Noi siamo operativi da soli tre mesi. Sarà il tempo a sanare le lacune”. (m.d.p.)