Sabato 24 gennaio, al Convitto Nazionale di Avellino, è stata scritta una pagina importante, con l’inaugurazione, alle 16:25, della Radio Web dell’Istituzione Scolastica, “La voce del Convitto”, con una diretta coadiuvata da Radio Punto Nuovo, nella voce di Bruno Gaipa, che ha accompagnato, con la sua magia, l’intero appuntamento dell’ultimo Open day dell’anno scolastico. Il nome dato alla Radio, “La voce del Convitto”, è frutto di un sondaggio lanciato dalle due Rappresentanti di Istituto tra i compagni liceali, dopo attenta valutazione e definizione degli obiettivi e delle alternative da proporre. Il nome è espressione chiara del desiderio degli alunni e, in generale, degli adolescenti di oggi, di essere ascoltati, per un bisogno fondamentale di validazione e comprensione, spesso inespresso o, semplicemente, mascherato da chiusure; i ragazzi di oggi sono alla ricerca di adulti empatici, non giudicanti, capaci di accogliere paure e speranze, senza imporre soluzioni preconfezionate. Il bisogno di un rapporto dialettico è legato alla necessità di costruire la propria identità, sentirsi visti e riconosciuti come individui pensanti. Il Rettore, Attilio Lieto, ha saputo intercettare questa impellenza, vedendo nella Radio una sorta di regina indiscussa della comunicazione, una voce amica che ha saputo resistere al cambiamento dei tempi.
Lo strumento, infatti, ha favorito, sin dal primo momento, l’interazione di tutte le figure protagoniste della giornata: Rettore, studenti, docenti, educatori, genitori, che hanno saputo, con le loro voci, presentare la scuola al grande pubblico, creando con gli ascoltatori un rapporto di fiducia. La radio si è rivelata ancora una volta uno strumento crossmediale unico. Tra gli alunni della Secondaria di I grado del Convitto, Angelo Ascolese, 13 anni, appena completata la preiscrizione al primo anno di Liceo Europeo, ha vulcanicamente inondato il Rettore di proposte relative alla Radio, tra le quali la creazione di un podcast, “La vita di un adolescente”, in cui si darà voce ai bisogni e ai vissuti dei giovani alunni, in cui sarà costante il confronto e continuo il racconto dei bisogni, dei desideri, delle speranze future. Il Rettore ha accolto ogni proposta nel segno dell’empowerment dei giovani su temi a loro cari. La Radio sarà la Voce della sensibilità e dell’entusiasmo dei ragazzi, e non solo una vetrina per la promozione all’esterno
degli eventi; sarà la testimonianza dell’acquisizione delle soft skills sempre più ricercate nel mondo del lavoro.
L’iniziativa ha avuto un grande impatto sulla popolazione scolastica, poiché ha evidenziato l’aspetto umano che c’è dietro: ricordi emozionanti, battute improvvisate, interazioni genuine, hanno caratterizzato le interviste ai docenti, agli studenti e ai loro genitori, che, senza filtri, hanno rivelato il loro legame con una scuola che rappresenta il vecchio e il nuovo volto della città. L’entusiasmo ha rapito gli studenti, anche i più schivi, che l’hanno definita “uno strumento per crescere” e si sono messi in gioco lanciando la novità; l’agitazione, mista a curiosità, ha spinto molti ad accostarsi ai microfoni, scoprendo che la radio è “qualcosa che permette di farsi ascoltare” e che fa sentire i ragazzi “realmente presi sul serio” nelle loro idee e nel loro modo di pensare.
L’emozione della neonata radio ha raggiunto anche ex docenti, come Alfredo Spinelli, e ex studenti del Convitto, ora all’Estero, per motivi di studio o di lavoro, che sono diventati con gioia padrini e madrine di questo ‘battesimo’: Federica Brogna, ex alunna della prima classe del Liceo Europeo negli anni Novanta, ora a Washington; Carlotta Clericuzio, ex alunna del classico ora in Erasmus in Polonia; da Milano Giuseppe Marra, ex alunno, ora cantautore, noto artisticamente al pubblico come Joseph, tra i 24 artisti partecipanti a Sanremo Giovani 2025. E così Antonietta Miceli, figlia di uno dei primi educatori e di un’insegnante della Scuola primaria, ex alunna del Liceo classico e ora mamma di un’alunna dell’indirizzo musicale della Secondaria di I grado, che ha volentieri prestato la sua voce per raccontare la storia della Scuola, come anche altre due madri, la signora Francesca Farina e la signora Genny Carretta, insieme con tanti genitori e alunni giunti a Scuola in occasione dell’ultimo Open day dell’anno.
Anche il Rettore è parso molto emozionato ai microfoni, dichiarandosi contentissimo del risultato ottenuto, di uno strumento che è sostanzialmente “una palestra per le emozioni”. Ha risposto con grande sincerità alle curiosità degli alunni, indicando quelli che per lui sono i pilastri dell’Istruzione: in una società difficile i ragazzi hanno bisogno di strumenti che, spesso, passano attraverso rapporti autentici, “che hanno il ruolo di sostenerli nel rumore di fondo della società”. Soffermandosi sull’immenso valore della figura del Docente, il Rettore ha parlato dell’importanza di poter confidare su figure di riferimento, richiamando alla mente alcuni versi di una vecchia canzone dei Queen, Radio Ga Ga, del 1984, un inno generazionale, un’apologia romantica della radio, in un’epoca che già iniziava a sognare lo schermo: You made ‘em laugh, you made ‘em cry/ You made us feel like we could fly (radio)/ So don’t become some background noise/ A backdrop for the girls and boys….
Questi versi riflettono alla perfezione le emozioni che la radio ha regalato oggi, rendendo unico l’open day di gennaio, facendo ridere e piangere di nostalgia i convenuti e gli ascoltatori in diretta, che si sono magicamente abbandonati al dialogo, in volo verso il futuro, perché la radio non è “un rumore di fondo”, ma “uno sfondo per ragazze e ragazzi”!
