
di Luca Guarracino – Scalpitano, si agitano, inviano messaggi subliminali e non, alzano il tiro, offendono e contemporaneamente son capaci di rinnegare anche le proprie dichiarazioni. Le vicende che accompagnano l’opinione pubblica verso il prossimo futuro amministrativo in Irpinia e in Campania fanno affiorare nella maggior parte dei cittadini un sentimento di tristezza. Perché se la selezione di un gruppo dirigente è affidata al baratro dell’oligarchia e della burocrazia continuando come un concorso di bellezza o di …ricchezza di incarichi in mano ad una ristretta giuria preselezionata, stiamo davvero tutti freschi. Per non dire stiamo inguaiati. La politica che non produce dibattiti, mozioni, divisioni, scontri, furberie, in qualche caso anche un manrovescio e si svolgesse, invece, nell’ombra, è una politica non legittimata. E’ una consorteria. Se i nomi che “corrono” sono quelli che girano tra gli addetti ai lavori, Irpinia mia non ti conosco. Manca il sale della democrazia con giovani che non discutono e non propongono soluzioni, poco propensi ad arrabbiarsi per testimoniare le scelte nobili della libertà delegando ai soliti maestri dello spartito. La verità è che manca il Pathos, come ha sempre dichiarato Veltroni. Manca l’anima, la speranza, la voglia del cambiamento. Con tante facce in giro, alcune smorte, altre fiacche, alcune da ebete, senza il sorriso di chi vive una condizione normale, dell’introverso che diffonde malinconia, all’estroverso che sembra il blach & decker alla ricerca della vergine quotidiana, ebbene con tanti visi pallidi sul piede di guerra, il futuro appare poco roseo. Perché per mantenerlo bisogna essere molto vicini ai problemi veri di tutti e cercare, almeno per quello che ciascuno di noi può fare, di risolverli e non di scaricarsi le responsabilità reciprocamente, in un gioco continuo di scaricabarile. E senza più giri di parole, se i candidati ci sono, la loro prima assunzione di responsabilità per un aspirante candidato è quella, minima, di candidarsi. E se si tratta di un amministratore uscente è quella minima di ricandidarsi spiegando cosa ha fatto per meritare la ricandidatura, tutto qui. Sembra una ovvietà, ma la stampa crea il Mito, la Regina , la Certezza. Non è così e non può essere così. Occorrono le Primarie per evitare l’ennesima offesa al comune senso del pudore, all’intelligenza dell’opinione pubblica. La cittadinanza si acquisisce per nascita, per legge o per naturalizzazione e non può assolutamente revocata per alcun motivo. Il diritto alla scelta è all’indicazione di un candidato diventa pertanto la base della democrazia vera. E quindi anche la scelta di un politico che se ne frega del Politically Correct e che decide di attuare scelte forti e coraggiose. Abbiamo bisogno forse di nuovo Pathos… La mancanza di un leader , un reale punto di riferimento viene aggirata con la proposta di nuove strategie per decidere come al solito l’equilibrio…di gestione. Non ci sono e forse non si prevedono eventi, appuntamenti, raduni, iniziative curiose, gruppi di discussione e vere e proprie feste. In definitiva, Primarie, Primarie, Primarie. Altro che caminetto e articoli sui giornali. Anche perché, ed è un controsenso, con De Mita nel bene o nel male le Primarie si sono attuate. Con il nuovo che è rimasto o si è… avvicinato, le Secondarie sono le proposte da realizzare? . Facce da schiaffi.