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Il Consiglio dei Ministri contesta la legge elettorale in Campania

Il Consiglio dei Ministri ha impugnato, su proposta del Ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, la nuova legge, approvata lo scorso 12 marzo, che disciplina il sistema di elezione del Consiglio e del Presidente della Giunta regionale.
Il CdM ha sottolineato che “… la Regione in materia elettorale può soltanto prevedere norme di dettaglio e non una disciplina organica difforme dall’articolo 5 della Legge Costituzionale 1/1999, come stabilito dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 196/2003”.
Tra le novità più importanti introdotta nella legge l’abolizione del listino presidenziale, il sistema della doppia preferenza, in base al quale l’elettore può esprimere uno o due voti di preferenza, ma, in questo caso, una delle due preferenze deve riguardare il candidato di genere femminile, pena l’annullamento della seconda preferenza.

“L’articolo 4 – si legge – recante disposizioni in materia di ‘scheda elettorale’ prevede che l’elettore possa esprimere uno o due voti di preferenza per candidati compresi nella stessa lista”.
“Il comma 3 del medesimo articolo prevedendo che ‘Nel caso di espressione di due preferenze, una deve riguardare un candidato di genere maschile e l’altra un candidato di genere femminile della stessa lista, pena l’annullamento della seconda preferenza’ – ricorda il Ministero – presenta profili di illegittimità costituzionale”.
“Tale disposizione si pone in contrasto con il diritto all’elettorato attivo e passivo, di cui agli articoli 3, primo comma, 48 e 51, primo e secondo comma, della Costituzione”.

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