Un cittadino di Vallata è impegnato da alcuni anni nello studio del rapporto struttura funzione dei materiali finalizzato alla progettazione di materiali con applicazioni nel campo della produzione, del trasporto e dello stoccaggio dell’energia. Ha cominciato questa attività di ricerca nel 2004 presso il sincrotrone internazionale ESRF a Grenoble (Francia) dove ha sviluppato un background sulle moderne tecniche di misura della struttura dei materiali effettuando direttamente misure dei parametri cristallografici e dei domini di formazione di campioni superconduttori. A gennaio ha concluso il Dottorato di Ricerca in Fisica presso l’Università di Roma “la Sapienza” in un campo scientifico finalizzato al design di nuovi superconduttori che potessero aprire una nuova strada per l’utilizzo di questi materiali in importanti applicazioni tra cui il trasporto energetico. Da maggio ha iniziato una nuova attività di ricerca presso il dipartimento di materia condensata dell’Università di Amsterdam “Vrije Universiteit” basata sull’utilizzo delle eterostrutture per il design di dispositivi intelligenti dal punto di vista delle tecnologie basate sull’idrogeno e in particolare dei sensori all’idrogeno. Questa attività di ricerca riguarda lo studio delle proprietà degli idruri metallici, in particolare del ruolo della loro struttura nei meccanismi di assorbimento e di rilascio dell’idrogeno, al fine di sviluppare dispositivi con applicazioni nelle tecnologie basate sull’utilizzo dell’idrogeno come portatore di energia. L’esaurimento delle sorgenti energetiche e il crescente inquinamento dell’atmosfera hanno stimolato verso la ricerca di tecnologie pulite, economiche ed efficienti per la produzione di energia. I problemi associati all’utilizzo delle sorgenti energetiche pulite riguardano la possibilità di immagazzinare questa energia in modo efficiente per poterla utilizzare nelle applicazioni mobili, come automobili e computer portatili. In queste applicazioni ci si aspetta che l’idrogeno giocherà un ruolo chiave nello scenario futuro. Uno dei limiti principali all’utilizzo dell’idrogeno è la sua infiammabilità. Invece, la probabile scoperta dà la possibilità di diffondere nel mercato automobili (ed eventualmente altre applicazioni mobili) basate su un combustibile non inquinante, quale l’idrogeno, grazie a sensori piccoli, affidabili, economici e soprattutto sicuri. I sensori attualmente presenti sul mercato sono ingombranti e poco sicuri poiché presentano contatti elettrici che possono indurre scintille con conseguente rischio di esplosione. Il progetto, cui è affiancato il nostro giovane ricercatore, ha come obbiettivo principale lo sviluppo di un dispositivo in grado di misurare la concentrazione di idrogeno in atmosfera sfruttando le proprietà ottiche degli idruri metallici. Il dispositivo in progetto è costituito essenzialmente da un fibra ottica con uno strato di idruro sensibile alla presenza dell’idrogeno gassoso. Esso soddisfa le caratteristiche necessarie per un’applicazione a livello industriale: lavora in maniera sicura, senza generare scintille e senza correnti passive; è molto piccolo per cui in una automobile se ne può facilmente installare qualche decina in diversi punti; è relativamente economico essendo costituito da un filamento di fibra ottica su cui sono depositati materiali molto diffusi in natura. Confortati anche dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha sollecitato l’attenzione delle autorità di governo, delle istituzioni, delle forze politiche e dell’opinione pubblica sul ruolo della ricerca scientifica e sulla incontestabile necessità e priorità che se ne promuova, renda possibile e valorizzi la crescita e la competitività del paese; noi, come tant’altri del modo dell’economia, della politica e della Ricerca Scientifica siamo convinti che: i ricercatori senza risorse non potranno più operare; i giovani più brillanti, con l’unica prospettiva di uno stipendio misero, cercheranno altre nazioni per le loro ambizioni; senza giovani (cioè trentenni) la ricerca muore; dopo la ricerca, muore l’alta formazione ed il mondo delle professioni; calano i prodotti di prima qualità e si dequalifica il mondo della produzione; la mancanza di ricerca pura produrrà una catena di effetti, che sarà tanto più drammatica, quanto più il benessere della società dipende dalla produzione e dalla diffusione della conoscenza. La carenza di fondi, ormai dichiarata da ogni dove, forse è cosciente o ideologica; vero è che, negli ultimi anni, i governi di ogni colore non hanno sostenuta la Ricerca; umiliare la ricerca vuol dire: umiliare la linfa vitale di una Nazione. Vallata ha l’onore di annoverare tra i suoi cittadini, un giovane protagonista della vita scientifica internazionale; sappiamo che per seguire la Ricerca Pura ha già cominciato ad espatriare, accrescendo in tal modo il già lungo elenco della fuga dei Cervelli; sappiamo che sta seguendo un filone di ricerca (l’utilizzo dell’idrogeno come energia alternativa) che se andrà a buon fine sarà la scoperta scientifica del secolo; sappiamo, anche, che per effettuare i sui studi ha bisogno di fondi economici. L’Amministrazione Comunale, consapevole di tanto, si sente in dovere di aiutare il giovane Ricercatore, assegnandogli una borsa di studio di 3.000,00 che non è altro che un segno tangibile di riconoscenza e buon auspicio per il successo della meta prefissa. (di Mauro Mastroberardino)
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