IL COMMENTO – Paser e consulenze: una protesta per la legalità

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di Luca Guarracino – Fa discutere e continua a suscitare ombre e polemiche la pubblicazione della Regione del bando per l’acquisizione dei servizi di assistenza tecnica gestionale a supporto dell’attuazione del Paser. In sintesi, servizi di consulenza per il Piano di Azione per lo Sviluppo Economico Regionale, appunto il Paser. Una sorta di pianificazione strategica basata su sei linee che ammonta a 750 milioni di euro con tempi di attuazione in tre anni. Senza entrare nel merito dei clientes, famigli ed altro, con personale senza esperienze professionali che hanno di fatto superato e scavalcato funzionari collaudati (qualcuno li chiama …fannulloni), la polemica di agosto ha messo in evidenza il meccanismo delle risorse utilizzate in modo perlomeno approssimativo con incarichi affidati in base al tasso di appartenenza e fedeltà al politico di turno. Sul caso delle consulenze, oltre alle proteste di alcuni intellettuali e rappresentanti dei partiti, ad iniziare da Alleanza Nazionale, c’è da considerare la manifestazione che si terrà mercoledì 5 settembre alle ore 12.00 per “circondare” Palazzo Santa Lucia. All’appuntamento parteciperanno 51 associazioni per chiedere il ripristino della legalità sociale, politica ed economica con la sospensione e il ritiro del bando Paser per avviare una riformulazione dei criteri. Una catena umana, che comprende anche dipendenti regionali che chiedono la valorizzazione delle professionalità interne che si snoderà intorno al perimetro della sede della Regione che è pari a circa 159 metri. Sono 159 metri di speranza e di sollecitazione a chi guida i processi di rinnovamento della politica, per far comprendere che nel capitolo di spesa del Paser riguardante i “consulenti”, la somma si aggira intorno ai 17 milioni di euro. Così più o meno distribuiti: 4 milioni per il bando di selezione dell’advisor, ai quali sono da aggiungere 12 esperti, 5 coordinatori, consulenti e contratti fiduciari. Incarichi tutti esterni che sono pari a circa 2,5% del totale degli investimenti programmati per il piano di sviluppo dalla Regione Campania. Sono tanti i “non rassegnati” e i “fannulloni” che saranno il prossimo 5 settembre a Napoli per la pacifica protesta contro i beneficiari fortunati, tra i quali ci risulta che saranno imbarcati anche colleghi giornalisti. Non ci stupiremmo se tra i fortunati della comunicazione, potessimo scoprire nomi che hanno appoggiato a parole l’applicazione seria della Legge 150 nella Pubblica Amministrazione e che hanno gridato allo scandalo contro gli incaricati della politica nei vari Cda distribuiti nelle varie province. I dipendenti della Regione, spesso nel mirino della pubblica opinione per ‘l’atteggiamento e la ‘cultura’ da burocrati saranno idealmente appoggiati dai tanti colleghi della pubblica Amministrazione( comuni, province, comunità montane,etc) dislocati sul territorio campano. Ingegneri, giornalisti, laureati, diplomati con anni di attività, architetti, avvocati, geologi e tanti altri che da tempo immemorabile si battono per la valorizzazione delle professionalità interne. Forse è arrivato il momento di iniziare ad attuare il “passaparola” contro i tanti che predicano bene e razzolano male.

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