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IL COMMENTO – Natale con i tuoi…

(di Antonio Porcelli) – La dico tutta: c’è da vergognarsi per il nauseabondo fetore che la città e i paesi offrono in questi giorni per i cumuli di immondizia accatastati dappertutto. Natale con i tuoi e… con i rifiuti. Se la Campania è questa, e di conseguenza anche l’appendice periferica dell’Irpinia ha gli stessi colori, odori e atteggiamenti, la situazione che verrà sarà molto ma molto triste. L’imperante chiacchierologia di chi non assume nessuna responsabilità è diventata stucchevole. Il misero cittadino, me compreso, continua a vivere tra rifiuti, dimissioni ritirate e tasse da pagare. Annoto con dispiacere, che molte comparse e portaborse fanno parte in modo appiccicoso ed arrogante della nuova classe dirigente che dovrà amministrare enti ed incarichi nell’Irpinia di De Sanctis e Guido Dorso. Annoto ancora, che precari, disoccupati e dipendenti pubblici fanno parte ormai in pianta stabile delle segreterie dei partiti come se avessero la bacchetta magica per la risoluzione dei tanti problemi. Il “posizionamento” è in atto: giovani e belle donne sono in attesa degli eventi e seguono con lo sguardo i propri capi in attesa della politica che verrà. Politica che obiettivamente fa acqua da tutte le parti e che tranne rare eccezioni, non riesce a tenere il passo con i bisogni della gente e con il mutamento del linguaggio e delle azioni. Probabilmente con il prossimo capitone e il buon vino, misto alla scarola e al baccalà di un tempo, riusciremo a digerire le tante ed evidenti bugie della politica, che propina quotidianamente slogan come sviluppo ed occupazione, qualità e servizi al cittadino, trasparenza nei bilanci, sfiducie ritirate e costi della politica ridimensionati. Bugie di antica provenienza corredate da silenzi e demagogie che unite al grave problema della munnezza per le strade, renderà tutto più difficile da accettare nei ragionamenti delle vicine festività. Ho visto l’altra sera l’auto di un deputato parcheggiata male, in nome della fretta istituzionale del personaggio da poco approdato nelle alte sfere di color che pure contano. Tutti ad ammirare l’auto, bella, sonnacchiosa e costosa come si meritano color che hanno compreso che il potere è figlio dell’avere. La bella vita , miraggio per molti, appartiene sempre più ai pochi eletti che decidono per la moltitudine. Senza voti e con privilegi, la casta si è chiusa ancor di più a riccio, avvertendo che la pubblica opinione questa volta, senza soldi e con la testa bassa, inizia davvero a mugugnare più del dovuto. Conoscendo bene la protervia dei forti e la codardia dei vicini, mi fermo qui. Non sarà certo l’esecutivo del Pd a ridarmi nuove speranze, e neanche le moine gattopardesche dei quarantenni e della Circe di turno in cerca di gloria. Il profumo di Natale mi riporta all’adolescenza che non c’è più e ai tanti che ho conosciuto: era profumo vero di attese, certezze e momenti da vivere con intensità. Resta ora l’amaro in bocca: probabilmente nei tanti rifiuti sparsi per le strade, ci sono anche le idee sotto forma di bucce di banana.

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