IL COMMENTO – Il paese Irpinia: dalla politica solo macerie

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– di Antonio Porcelli – Le fibrillazioni erano nell’aria e quello che tra gli addetti ai lavori circolava in modo insistente è avvenuto. Alla fine è spaccatura tra la componente vicina a Gerardo Adiglietti e Rosetta D’Amelio e il resto del Partito Democratico vicino alle posizioni ex Margherita. Da non trascurare anche le dimissioni di Franco Maselli dalla Direzione Provinciale per il mancato rispetto delle regole e contro qualche buontempone democratico che a suo dire…predica bene e razzola male. Insomma non c’è pace nel Pd, ma questo era comprensibile in una Provincia che non riesce a scrollarsi del suo passato e che è ancora subordinata agli ordini di pochi “eletti”. Quello che accadrà nel partito di Via Tagliamento è ancora allo stato nebuloso. Ma se Sparta piange, Atene non ride: le stesse difficoltà sono state evidenziate nei partiti che si definiscono di centro con insubordinazioni e chiarimenti anche polemici, idem nel Pdl sulle scelte del futuro dove ognuno preme per collocare uomini e strategie nel nome dell’antica appartenenza. Dappertutto appaiono e ritornano gli antichi opportunisti, i figli dell’incarico a tutti i costi e dalle Alpi alle Piramidi,. dal Manzanarre al Reno, pardon da Trevico a Sperone, da San Martino Valle Caudina a Monteverde ognuno tenta di non ridimensionare il suo momento di gloria. Ognuno ha famiglia, con figli, nipoti, amiche e cumparielli… e ognuno pensa di essere più intelligente e bravo dell’altro. Tutti laureati in politica ed effetti collaterali… Insomma, quello che era nell’aria è accaduto: ognuno parla, ognuno ribatte, si incavola, offendendo e giudicando gli altri con un livore mai visto in passato. Il ritorno della castità e della verginità sembra il desiderio dei laici peccatori che disfano riemergendo dal letargo. Non serve a niente l’appello dei giovani che lanciano l’allarme gridando: salvateci dai politici. Uno slogan, secondo voi?… Macchè! Una risposta inconfutabile, quella fornita in un sondaggio da un campione di 2mila giovani italiani di età compresa tra i 18 e i 35 anni commissionato dall’ambasciata di Sua Maestà in Italia e dal British Council.
Il 55% cento dei giovani italiani si sente sconfortato dalla qualità della classe politica e mette al secondo posto l’immigrazione (34%) seguita dalle spinte autonomiste e dal consumismo.
Gli italiani si dicono invece più orgogliosi di essere cittadini europei (75 per cento) piuttosto che figli del Belpaese (69)… alla faccia di ogni ideale patriottico!
Francamente parlando, se la classe dirigente da 10, 20, e 30 anni a questa parte è composta sempre dalle stesse facce,con le stesse intenzioni e la voglia di apparire più che concretizzare, stiamo freschi. Che senso ha parlare di discariche a Savignano, Formicoso, disoccupazione giovanile, malasanità, aumento del costo della vita, prezzi al consumo, tasse, camorra, delinquenza, droga e violenza, se i riferimenti della politica sono solo alla ricerca di un posto al sole? Emergono sempre e solo macerie( o case cadute ) e spesso appare con insolita frequenza, alla faccia della tanto declamata speranza, sempre il mago con la bacchetta in mano in grado di ricostruire la desolazione che purtroppo appare. Siamo davvero tutti sconcertati…per non dire nauseati.

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