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Il 23 novembre a teatro con “Il Fulmine nella terra. Irpinia 1980”

Avellino – Lo spettacolo, scritto e diretto da Mirko Di Martino, viene presentato dall’associazione culturale “Orizzonti” nell’ambito delle manifestazioni promosse in occasione dell’anniversario del sisma del 1980, con il patrocinio della Provincia di Avellino.
Sabato 23 novembre 2013 alle ore 19.00 presso l’Auditorium del Carcere Borbonico di Avellino va in scena lo spettacolo teatrale “Il Fulmine nella terra. Irpinia 1980”, scritto e diretto da Mirko Di Martino e prodotto dal Teatro dell’Osso. L’evento è organizzato dall’Associazione culturale “Orizzonti” presieduta dal Dirigente Scolastico del Liceo “Colletta” prof. Paolino Marotta.

“Il fulmine nella terra”, interpretato dal bravissimo Orazio Cerino (recentemente premiato a Napoli come miglior attore al prestigioso Festival “La corte della formica”), è un monologo teatrale che, basandosi su articoli di giornale, testimonianze e documenti originali, ricostruisce accuratamente i primi giorni del terremoto in Irpinia e in Basilicata del 1980. Non si tratta, tuttavia, di una fredda cronaca; al contrario, lo spettacolo racconta con partecipazione le tante storie delle vittime e dei soccorritori, i ritardi, l’impreparazione e gli errori dei soccorsi. Un po’ alla volta, a volte con ironia e a volte con crudezza, emergono le voci dei sopravvissuti e delle vittime, le storie dei comuni rasi al suolo, di quelli dimenticati, di quelli invasi dalle TV, di quelli cancellati dal sisma e ricostruiti da un’altra parte.

“E’ soprattutto una riflessione sull’Irpinia di oggi”, dice Mirko Di Martino. “Non ho scritto lo spettacolo per commemorare il Terremoto, ma per spingere il pubblico a guardarsi indietro cercando di recuperare ciò che è stato perso, quei legami interrotti in maniera tragica che ancora oggi fanno sentire la loro assenza. Nel testo racconto anche l’incontro tra due mondi che, fino al 1980, erano sconosciuti l’uno all’altro: la povera e isolata Irpinia e la ricca e attiva Italia del Nord. Fu una scoperta per tutti, fu un momento ricco di speranze, che però fu anche molto difficile e carico di pregiudizi, sia dall’una che dall’altra parte”.
“Il Fulmine nella terra” è anche anche il racconto di un’epoca che sembra molto più lontana di quanto non sia in realtà, un’ironica e a tratti dolorosa narrazione dell’Italia del 1980 rivissuta attraverso le musiche, i film e la TV di quegli anni, che rendono ancora più amaro il contrasto tra la spensieratezza dell’Italia da bere e la tragicità dell’evento sismico.

Si legge nelle note di regia dello spettacolo: “Trent’anni fa, l’Italia cantava “Disco Bambina” con Heather Parisi, esultava per l’oro di Pietro Mennea, indossava i pantaloni stretti di Miguel Bosè, ballava al suono della Disco-music. Trent’anni fa, l’Italia si guarda allo specchio nelle macerie dell’Irpinia e non si riconosce: troppe cicatrici sul suo volto, troppe piaghe non ancora sanate, troppa gente dimenticata. I bambini di trent’anni fa sono cresciuti e oggi si guardano alle spalle e non trovano più nulla. I paesi dei loro padri sono luoghi stranieri, città lontane nel tempo, cartoline inviate da un mondo che non hanno mai conosciuto. Rievocare Il 23 novembre 1980 con i mezzi della a teatro significa cercare di posare un ponte sul fiume della memoria, significa provare a riallacciare i legami tra due epoche, due generazioni, due mondi, che dividono la stessa terra senza mai toccarsi”.

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