Idv – Volpe alla Fma: “La crisi continua a mietere vittime”

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Avellino – Antonio Volpe, consigliere provinciale e candidato alle elezioni regionali tra le fila di Idv è stato questa mattina davanti ai cancelli della Fma, luogo simbolo della lotta operaia contro la crisi devastante che sta mietendo numerose vittime, in termini occupazionali, nella nostra provincia.
“Ho portato la mia solidarietà alle varie rappresentanze di lavoratori accorse da tutta l’Irpinia per difendere non solo l’occupazione ma per ribadire con fermezza il loro completo disappunto rispetto al tentativo scellerato che questo governo mette in atto per abolire di fatto l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Attraverso l’introduzione dell’arbitrato questo governo non fa altro che privatizzare la giustizia italiana sulle tematiche del lavoro. Una legge che dobbiamo in tutti i modi possibili respingere al mittente, una legge ‘vergogna’ che non può passare nel totale silenzio e disinteresse dei mezzi di informazione. Ho incontrato, davanti ai cancelli di Pratola Serra, una delegazione di lavoratori della Valtellina, azienda che si occupa di impiantistica telefonica. Si sono rivolti a me in cerca di aiuto, di ascolto. La loro è una storia drammatica. Nel lontano 2003 l’azienda chiude il cantiere di Avellino collocando i lavoratori in cassa integrazione, e dando in subappalto numerosi lavori in provincia. Mi chiedo come fa un’azienda in crisi contemporaneamente a ottenere la cassa integrazione e a subappaltare i propri lavori? C’è qualcosa che non torna. Dopo cinque lunghi anni di cassa integrazione, l’azienda inizia ad inviare dei telegrammi ai propri dipendenti con i quali chiede il loro immediato trasferimento verso altre sedi della stessa società presenti nel Nord Italia. Una proposta che per chi percepisce uno stipendio mensile di 1000 euro equivale ad un licenziamento. Come può infatti una persona residente nella nostra provincia trasferirsi nelle città del Nord e sperare di vivere con soli 1000 euro al mese?
Dopo travagliate vicende, grazie all’azione svolta dal sindacato Failms e dal sindaco di Bonito, compaesano di alcuni lavoratori, si arriva ad un accordo forzato secondo il quale nel caso il governo avesse concesso un ulteriore periodo di cassa integrazione loro sarebbero rimasti in forza all’azienda, in caso contrario sarebbero stati dirottati verso la mobilità. Oggi vivono in condizioni disperate. Aziende in difficoltà che socializzano le perdite, scaricando il costo del lavoro sulla collettività, e privatizzano il profitto subappaltando il proprio lavoro. to periodo di vera e propria emergenza sociale. La politica deve essere vicino a questa povera gente, ascoltare le loro istanze e mettere in campo tutte le iniziative possibili per risolvere un problema occupazionale che oggi rappresenta una vera e propria piaga nel nostro territorio”.

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