Idv – Di Pietro in città per “fermare l’attentato alla democrazia”

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Avellino – Antonio Di Pietro non ha deluso le aspettative. Sarà stata l’adrenalina del susseguirsi di appuntamenti elettorali o l’innato senso dell’umorismo rivolto a politica, candidati, simpatizzanti e fotografi – ma con un pizzico di irriverenza e con il linguaggio spicciolo di chi senza perifrasi e paroloni vuole farsi capire – ha conquistato la platea irpina in una manifestazione in cui la politica, forse in una delle poche volte negli annali, ha parlato il linguaggio della gente comune.
È stato sufficiente l’esordio – “Si direbbe che ‘sò arrivato a tempo a tempo’” – per fare il quadro di un dibattito in cui l’unica cosa che è mancata, almeno per quanto lo riguarda, è stata la noia. Ha parlato con la serenità d’animo “di chi sta facendo il proprio dovere e non teme nulla”. Però, l’interrogativo retorico rivolto prevalentemente a se stesso è stato ‘vediamo con chi lo sto facendo’. E per non andare alla cieca ha scelto di farsi mandare da tutti i candidati non solo il certificato elettorale ma anche quello penale.
Certo di questi tempi non si sa mai, soprattutto per un piccolo partito che ha l’ambizione di non andare al rimorchio di altri – né dal punto di vista politico né da quello delle idee – e che vuole mettersi in gioco ed assumersi la responsabilità di governare il territorio.
Uno spunto di tutto rispetto per una ‘chicca’. Questa sera dovrebbe riunirsi d’urgenza il Consiglio dei Ministri, al vaglio – secondo Di Pietro – l’ipotesi di emanare un decreto legge per rimediare al caos delle liste del centrodestra escluse dalle regionali.
“In tutti i territori c’è una lista che non viene ammessa”. Emblematico a tal proposito il caso di Santa Anastasia, comune del napoletano dove un timbro non impresso ha pregiudicato la presentazione della lista dell’Idv.
“Ma anche un timbro non è un formalismo, ma un rispetto delle regole del gioco. Violare questo principio di legalità – prosegue – significherebbe creare un precedente enorme. La democrazia si esercita nel rispetto delle regole, non il contrario. Si fa una legge per quello che potrebbe succedere domani. Questi invece si fanno una legge per quello che è successo ieri”.
E non ne ha risparmiate neanche a Stefano Caldoro, “indignato” della candidatura di Conte all’indomani della presentazione delle liste. “Caldoro si alza la mattina – insiste Di Pietro – e dice: ‘mi hanno sostituito un candidato’. Questo significa che sei un due di bastoni in una briscola a coppe! Allora qui chi comanda?… Tu no di certo”.
Insomma, una voragine di controsensi che non sta bene all’ex magistrato che intende tornare ad una politica di servizio attraverso un cambio generazionale. “Dobbiamo fermare questo attentato alla democrazia”, creando una classe dirigente orgogliosa di servire il paese. E ben venga, secondo il leader di Idv, “gente sempliciotta e onesta”.
Insomma, più chiaro di così! Niente fedina penale macchiata. E nessuna paura: “Ogni volta che trovate una mela marcia prima che voi la buttate fuori dal partito ci penso io”: parola di Antonio Di Pietro. (di Manuela Di Pietro)

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