Avellino – Il federalismo fiscale potrebbe tagliare 9 milioni di euro di tributi al Comune di Avellino. Cifre che potrebbero diventare presto realtà con l’entrata in vigore dei nuovi tributi oggetto di discussione, proprio in queste ore, del piano del federalismo municipale.
E nessun capoluogo di provincia, come evidenziato dalle tabelle pubblicate ieri dal quotidiano economico “Il Sole 24 Ore”, riuscirebbe a sottrarsi a questa scure.
Attualmente il gettito dei tributi devoluti ai Comuni italiani – Ici, imposte di registro, Irpef sui redditi fondiari e di locazione – raggiunge quota 25,3 miliardi di euro. Cifra destinata a diminuire – la perdita viene stimata in 3,5 miliardi per le amministrazioni comunali – con l’arrivo della cedolare secca e dell’Imu.
Ma di che cosa si tratta? La prima tassa riguarda le persone fisiche che concedono in affitto le abitazioni. Il decreto in materia, in fase di discussione, consente di optare per la tassazione con aliquota fissa del 20% sui canoni percepiti. Dovrebbe debuttare nel 2011 andando a sostituire anche l’imposta di registro per i contratti di locazione. Nel 2014, invece, dovrebbe debuttare anche l’Imu (o Imp, imposta municipale propria) che dovrà essere versata, a partire dal 2014, da chi vende immobili o da chi li possiede, escluse le abitazioni principali. L’Imu sostituirà l’Ici, l’Irpef e diverse imposte come quella di registro e di bollo. Ma non è tutto. In caso di trasferimenti di immobili, l’Imu sarà pari all’8% del valore catastale (rispetto al 10% attuale), ridotta al 2% se si tratta di prima casa. Passaggio quest’ultimo decisamente molto delicato. Le aliquote così concepite, infatti, sarebbero più alte di quelle dell’Ici (l’ordinaria è fissa al 7 per mille), pur cambiando la base imponibile. Una variazione che potrebbe far passare il concetto di un federalismo che invece di abbassare le tasse le andrebbe a aumentare. Infine, l’Imu sul possesso sarà pagata da chi ha immobili e terreni fatta salva l’abitazione principale. Di fatto, quasi tutti i capoluoghi registreranno diminuzioni tra il 10% e il 40%.
Prima in questa particolare classifica è Frosinone con 10 milioni di euro in meno e con il 46,6% complessivo di minori introiti previsti. Sul podio anche Lecce e Avellino, che oscillano tra il 41 e il 37% di minori introiti. Ultima in graduatoria è invece Teramo con 400mila euro di tributi in meno e minori introiti pari al 2,2%.
Caso particolare è quello di Napoli con un 12,3% di minor introiti e un taglio di 48,9 milioni di euro. In questo caso la stima degli affitti in nero è così alta che un’emersione del 50% sarebbe sufficiente a equiparare il gettito dei nuovi tributi rispetto a quello precedente.
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