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La necessità di ottenere risposte, in primis da Palazzo Santa Lucia, trova riscontro nelle cifre più che allarmanti diramate dai sindacalisti: una disoccupazione generale che si attesta all’11,7 per cento (quella giovanile è arrivata al 54,7); un numero di suicidi che dall’inizio dell’anno è arrivato a quota 15, con 13 tentativi sventati e circa 3 incidenti mortali sul lavoro. Come detto, il momento clou sarà la manifestazione napoletana del 2 luglio. “Rivendicheremo maggiore attenzione non solo alle aree interne – dice Melchionna – ma sull’intero mondo del lavoro per far partire dall’Irpinia e dalla Campania, una grande vertenza del sud”. I sindacati si aspettano una partecipazione massiccia. Nel frattempo, hanno già provveduto ad incontrare l’assessore comunale al Bilancio, Ivo Capone, per discutere di tassazione. “Ci hanno spiegato che la situazione complessiva del bilancio è difficile – premette ancora Melchionna -. Di qui la necessità di aumentare la tassazione Imu e Irpef. Noi, però abbiamo spiegato che tutto ciò non potrà avvenire a scapito di lavoratori dipendenti e pensionati. Tra l’altro, il Comune di Avellino, la Provincia e gli altri enti locali, sono tutti inadempienti rispetto al Contratto Campania – accusa -. Lo strumento regionale, infatti, impone alle ammnistrazioni di intensificare la lotta all’evasione fiscale per reperire risorse e venire incontro alle esigenze dei ceti meno abbienti”. Il confronto col Comune proseguirà nelle prossime settimane. Nel frattempo, un primo risultato è stato già incassato. A parlarne è Franco De Feo, segretario generale della Uil irpina: “Sull’addizionale Irpef – riferisce – è stato stabilito di estendere l’esenzione ai redditi fino a 10mila euro rispetto ai 7500 euro previsti prima. Per i redditti compresi tra i 30-40mila euro, l’obiettivo è ridurre l’aliquota dal 5,29 per mille al 4,5. Mentre per i ceti più agiati, si punta ad aumentare l’aliquota al 5,5.”