I precari della scuola scrivono alla Gelmini e a Napolitano

0
110

Avellino – I precari della scuola della nostra provincia scrivono al Ministro dell’Istruzione, a quello delle finanze, al capo dello Stato Giorgio Napolitano e a tutte le organizzazioni sindacali. Questo il testo della lettera: “Egregio Ministro Gelmini, siamo quei precari della provincia di Avellino che, come tanti altri, in virtù dei tagli imposti dalla Riforma a Lei ben nota, finalizzata allo smantellamento e alla svendita della Scuola Pubblica Statale Italiana, non avranno più la possibilità di veder riconfermato l’agognato incarico. In questi giorni, presso il nostro Ufficio Scolastico Provinciale, così come in tutti quelli di molte altre province, si sta consumando, in assoluto silenzio e nella quasi completa indifferenza dei mezzi d’informazione, complici di queste autorevoli decisioni, un vero dramma esistenziale, una tragedia che coinvolge e coinvolgerà molto presto sia centinaia di migliaia di lavoratori precari della Scuola Pubblica, sia l’intera società civile. Gentile Ministro, vorremmo rivolgerLe una semplice domanda: Lei conosce il curriculum del docente da Lei licenziato, ovvero del famigerato precario? Consapevoli che i nostri curricula non possono essere paragonati a quelli di coloro i quali in questo momento occupano ruoli di Ministri, vorremmo tentare di spiegarLe almeno chi siamo noi precari: lavoratori, ovvero cittadini della Repubblica italiana, Repubblica fondata sul lavoro! Docenti pluriabilitati e specializzati a seguito del superamento di concorsi a cattedra e/o di formazione biennale presso le Università (SISS). Docenti altamente e ulteriormente formati e perfezionati dopo abilitazioni, specializzazioni e onorato servizio. Docenti che lavorano con professionalità e dedizione nel mondo della scuola da decenni, non attraverso supplenze saltuarie, ma incarichi annuali, puntualmente interrotti a giugno e riconfermati a settembre. Noi docenti precari dopo essere stati oggetto di vili ed autentiche truffe, sia da parte dello Stato che non ha minimamente esitato ad arricchirsi alle nostre spalle, costringendoci a conseguire costosissime abilitazioni, sia da parte di sedicenti Università Telematiche che hanno scandalosamente messo in vendita a carissimo prezzo titoli post-laurea finalizzati all’accumulo di punteggio, dopo decenni di onoratissimo servizio, svolto al prezzo di enormi sacrifici finanziari, esistenziali, affettivi, costantemente illusi di ottenere la meritata stabilizzazione, ovvero l’immissione in ruolo, ci ritroviamo in un limbo senza fondo ove non c’è alcun riconoscimento dei nostri diritti, né alcuna giustizia. Ma Lei, onorevole Ministro, è cosciente dell’umiliazione che in questo momento noi stiamo provando a causa di questa politica scellerata? L’unico provvedimento che, forse, riuscirete ad elaborare è una specie di cassa integrazione, un contratto che noi precari abbiamo definito elemosina o della rottamazione! No! Non ci stiamo! Noi vogliamo continuare a insegnare, ne abbiamo tutti i diritti e tutte le competenze teoriche e pratiche. E per concludere, a proposito della meritocrazia, termine da Lei tanto utilizzato e amato, chi più di noi precari merita? Vada a documentarsi presso le scuole in cui abbiamo prestato servizio, prenda visione della nostra condotta professionale, della nostra deontologia, degli obiettivi raggiunti. Noi precari di Avellino chiediamo con fermezza il ritiro immediato dei tagli agli organici, il sostegno per la difesa e la riqualificazione vera della Scuola Pubblica Statale, il giusto riconoscimento dei nostri diritti! Nel caso in cui questa richiesta non potesse essere attuata, visti i tempi ormai ristrettissimi, bisogna procedere a soluzioni urgenti anche se di carattere provvisorio in attesa di rivedere con calma e buon senso il tutto”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here