
Regione – “Aumentano i debiti, ma non migliora la qualità della sanità campana”. E’ la prima riflessione che propone, Francesco D’Ercole, rappresentante dell’opposizione in Consiglio regionale, alla lettura della delibera 822 del 9 maggio scorso, “con la quale viene rinnovato, alla modica cifra di 1.055.000,00 euro più Iva (20%) per un totale di 1.266.000, 00 alla KPMG Advisory Spa l’incarico di consulenza e supporto tecnico alle attività di quantificazione definitiva del debito regionale e di implementazione di corrette procedure contabili e gestionali negli enti del servizio sanitario regionale”. “Se si pensa – continua D’Ercole – che per analogo incarico che avrebbe dovuto concludersi entro il marzo 2008 era già destinataria di un affidamento per un importo quasi identico 1.000.000, 00 euro più Iva per complessivi 1.200.000,00 euro, se ne ricava che la KPMG ha, nel giro di 2 anni, ricevuto dalla Regione Campania ben 2.055.000,00 euro più Iva 411.000,00 euro per complessivo 2.466.000,00 euro ovvero quasi 5miliardi di vecchie lire”. “Diciamocelo francamente – aggiunge – a questo punto la sensazione è che – tra consulenze legali (63.000.000,00 euro); spese di cancelleria (25.000.000 euro); spese telefoniche (47.000.000,00 euro); spese per direttori generali e sanitari , membri dei collegi sindacali e revisori conti , spese per pubblicità e rappresentanza (188.000.000,00 euro), tutte spese relative al solo biennio 2005/2006 e contenute nei relativi bilanci delle strutture sanitarie della regione; assistenza finanziaria (al momento non ancora quantizzabile con esattezza visto che la KPMG non è la solo consulente in materia di revisione e gestione del disavanzo sanitario, ma ci sono anche: la Jp Morgan (420.000,00 euro); Banche e Posillipo Finance per la cartolarizzazione della vecchia debitoria , nonché gli interessi sui vecchi debiti , le spese di gestione per la Soresa ) – sulla sanità campana pesino più le spese collaterali che quelle imputabili direttamente alla cura della salute pubblica”. “Di fronte a tutto questo – conclude D’Ercole – c’è davvero da restare basiti ed indignati per le conseguenze che si riverberano sulla salute e sulle tasche dei cittadini, nonché sulle casse della regione, e per i pericoli sull’economia del settore, perché i ritardi nei pagamenti ai fornitori, mettono a rischio migliaia di posti di lavoro. Come è possibile che Bassolino e Montemarano non se ne rendano conto e vadano avanti per la loro strada, incuranti del fatto di aver ridotto la sanità campana in un ammasso di macerie, le cui prime vittime sono proprio i campani?”