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Tale ridotta attività scolastica, conseguente allo sgombero delle aule attualmente occupate dagli alunni della scuola elementare di via Roma, comporta un grave pregiudizio per il diritto allo studio, costituzionalmente garantito, degli studenti del “Mancini”.
“I genitori degli studenti – si legge nella nota – proseguono il loro stato di agitazione e intendono ottenere, dalle Istituzioni competenti, risposte concrete che conducano in tempi rapidi e certi alla soluzione di questa grave e penalizzante situazione”. Sono state discusse e approvate le seguenti iniziative: una formale richiesta al Comune di Avellino ed alla Provincia di Avellino, ai sensi della legge sul diritto di accesso agli atti amministrativi, della documentazione, degli atti e dei provvedimenti che hanno condotto allo sgombero delle aule dell’ex Istituto “Imbriani” da parte degli studenti del “Mancini”; una formale richiesta di incontro con l’Assessore alla Pubblica Istruzione della Provincia di Avellino per ottenere chiarimenti e risposte concrete alla inaccettabile condizione che vede i loro figli privati del diritto di fruire di una istruzione piena e adeguata; un documento di cui genitori rappresentanti di classe si faranno portavoce in tutti i consigli di classe già convocati, nel quale si ribadisce la inadeguatezza di ogni soluzione (riduzione dell’orario o turnazione) che pregiudichi l’espletamento dell’intero calendario scolastico e si sollecita anche la scuola a valutare e proporre ipotesi immediate di utilizzo di altre strutture idonee ad ospitare studenti e docenti.
I genitori degli studenti del “Mancini” sono pienamente e fortemente consapevoli che stanno portando avanti una battaglia sacrosanta, che riguarda non solo i loro figli ma l’intera collettività, in quanto – nel terzo millennio – garantire il diritto allo studio è una condizione irrinunciabile di civiltà.
“In assenza di risposte concrete dalle Istituzioni competenti, – continua la nota – i genitori degli studenti del “Mancini” attueranno forme di mobilitazione e denuncia ancora più incisive, anche a dispetto e contro la cappa di silenzio che da tutti è stata calata su questa vicenda a dir poco nebulosa e certamente costellata da inadempienze e incapacità”.