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“In questa ricostruzione storica della viticoltura in Irpinia – ha affermato l’autore, Luciano Pignataro – si va dalle origini ai giorni nostri con l’anagrafica delle cantine di un territorio che rappresenta la punta di diamante non solo della viticoltura campana ma anche di quella meridionale. Ogni azienda è presentata attraverso i dati essenziali, le vicende dei titolari, le schede dei prodotti sino alla sintesi delle 5 stelle e dei 40 vini del cuore attraverso i quali è possibile narrare la straordinaria avventura degli ultimi vent’anni. Si tratta di una fotografia della nuova realtà ricca di grandi maestri e di giovani enologi, imprenditori e contadini, giornalisti e comunicatori in uno scambio ideale di testimone fra chi ha resistito e chi è chiamato a interpretare il futuro di questa terra meravigliosa abitata da persone laboriose e libere”. Un manuale, quindi, indispensabile per gli appassionati, i sommelier, i ristoratori e gli operatori del settore che adesso hanno, al tempo stesso, l’atlante più completo mai pubblicato e una lettura immediata delle eccellenze per ciascuna tipologia: Greco di Tufo, Fiano di Avellino, Taurasi. E ancora Aglianico Campi Taurasini, Sciascinoso, Coda di Volpe, Falanghina. E, per la prima volta, sono segnalate anche le aziende esterne alla provincia impegnate con le tre docg, senza dimenticare i disciplinari, la produzione, i wine bar e i ristoranti.