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In effetti, in seguito a controlli mirati sui lavori di miglioramento fondiario di terreni ubicati nei pressi di corsi d’acqua pubblici, gli agenti hanno sequestrato un impianto di frantumazione di inerti fluviali abusivo ed un’area di mq 80.000, di cui 45.000 mq di proprietà demaniale.
Gli agenti, dopo aver visionato la documentazione acquisita, hanno constatato la mancanza delle autorizzazioni necessarie per l’esercizio di tale attività, tra le quali: il permesso di costruire, il nulla osta ambientale della Soprintendenza, titoli di proprietà, l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera e l’autorizzazione allo scarico delle acque reflue del piazzale. Constatata la mancanza dei titoli fondamentali per l’esercizio dell’attività, si è proceduto a sequestrare l’impianto di frantumazione, l’area di circa 45.000 mq, sulla quale erano state realizzate opere edili abusive e smaltiti illecitamente vari tipi di rifiuti, nonché altri 35.000 mq di proprietà privata su cui sono stati eseguiti lavori abusivi. Vari sono i reati ipotizzati a carico delle sei persone denunciate a piede libero. Ulteriori accertamenti sono in corso da parte del NIPAF, che sta effettuando controlli su analoghe situazioni, anche con riferimento ad altri tipi di rifiuti provenienti da attività industriali della zona.