“Ci piacerebbe sapere cos’altro deve ancora accadere? Ci piacerebbe sapere cos’altro aspettano i consiglieri comunali di maggioranza per dimettersi?” Sono questi gli interrogativi che si pone il partito di SeL di Guardia Lombardi: “Ci poniamo queste domande – spiega in una nota il circolo di Sinistra Ecologia e Libertà – perché vogliamo continuare a credere che ci sia un limite all’indecenza, un rimedio all’avventurismo. Non ci va di ripercorrere le tappe della tragi-commedia andata sin qui in scena, né abbiamo intenzione di infierire su questo o quest’altro consigliere o assessore e certificare le loro responsabilità sin troppo evidenti. Crediamo, tuttavia, che quanto accaduto a Guardia in questi due anni certifichi il fallimento al quale non c’è altro rimedio se non quello di rispondere, per il futuro, con senso di responsabilità.
I paladini, gli sponsor di questa amministrazione hanno il dovere di prendere atto di quello che sta accadendo, hanno il dovere di fare i conti con l’inadeguatezza di questa maggioranza amministrativa e di offrire al paese la possibilità di una rinascita vera, Una rinascita che dovrà essere necessariamente faticosa, che dovrà prendere forma dalla consapevolezza che poco o nulla può essere salvato. Le colpe sono in primo luogo di chi dall’alto ha creduto di poter continuare a tirare i fili a suo piacimento, di poter perpetuare il proprio potere in nome di un’autorevolezza più figlia del passato che di un’effettiva e riconosciuta capacità. Coloro i quali hanno in questi anni legittimato un verticismo senza vertice, se ne devono andare.
Chi semina vento raccoglie tempesta e se fino ad oggi le mura del castello hanno tenuto, ormai la breccia è aperta. Quel che è tangibile e pericoloso è il profondo senso di sfiducia che si sta diffondendo, la sensazione è che la gente cerchi di tirare la cinghia finché può, ma non è escluso che prima o poi il senso di smarrimento possa sfociare in manifestazioni per così dire di piazza. Ora abbiamo assoluto bisogno di qualcuno che sappia tracciare la strada e dire come uscirne. Chi ancora conserva un po’ di dignità e di onestà intellettuale, dovrebbe fare il primo passo, perché da oggi in poi non sarà piu’ possibile distinguere tra buoni e cattivi. Non ci giriamo attorno e diciamo con estrema franchezza che è arrivato il momento di voltare pagina. A Guardia è necessaria una nuova guida politico amministrativa che possa costruire una speranza di ripresa in questo paese ormai morente”.
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