Grottolella – Aristotele le descriveva come creature capaci di nutrirsi di fuoco, o addirittura di spegnerlo con il suo soffio. Sant’Agostino come esempio probante della possibilità che i corpi risorti possano, in eterno, resistere al fuoco infernale. Un’antica leggenda celtica, invece, le dipinge come ‘fate del fuoco’. Nella ‘vita reale’ appartengono alla famiglia dei rettili. Un “curriculum” di tutto rispetto… certo è che le salamandre continuano a suggestionare la letteratura e la fantasia dei fanatici del genere. Ed è stata propria la salamandra il centro della quattro giorni di festa promossa dal Forum giovanile del Comune di Grottolella in collaborazione con la Comunità Montana del Partenio. Un bilancio più che positivo quello della kermesse che si è conclusa sabato scorso. Musica, memorie, sapori della cultura contadina. Botteghe aperte per rispolverare i ricordi di un tempo. Vicoli illuminati per ravvivare l’esclusività di un borgo troppo spesso velato dal frastuono cittadino. E ancora. Le tipicità della tradizione enogastronomica: fusilli e tarchiolelle, acci e fagioli, pizza con l’erba, biscotti di pane, pizze, biscotti dolci, etc. Quelle della cultura pittorica con le esposizioni del maestro Giovanni Spiniello, grottolellese doc, e della ‘rivelazione’ Anna Iandoli, professoressa di educazione artistica. Senza dimenticare i ‘discepoli’ di Bacco presenti con gli stand delle Cantine ‘Terranera’, ‘cin cin’ e ‘Dedicato a Marianna’. Il tutto inserito in una cornice di ritmi popolari scanditi dal suono della tammorra, ma anche da complessini jazz e rock. Insomma ‘Aspettando il pasto della salamandra’ chiude i battenti… in attesa che il genio creativo degli autori si metta all’opera per la seconda edizione. (mari.mo)
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