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Oggi manca una ‘cultura’ del terremoto. Quanto è importante la prevenzione in questo campo?
Se per prevenzione non intendiamo il prevenire l’evento “terremoto” in sé, che è inevitabile, ma la messa a conoscenza dei passi avanti fatti dalla ricerca scientifica, le innovazioni e i criteri introdotti nelle recenti normative per una corretta progettazione strutturale (che dovrebbe in qualche modo limitare, o meglio, ridimensionare i danni consueti ad una calamità), allora è prioritaria.
Prevenzione vuol significare anche sensibilizzazione all’eventualità “terremoto”…
Certo: previsione di rischi e formulazione di strategie per mitigare, o eliminare dove possibile, le conseguenza estreme di tali eventi. Strategie rivolte alla popolazione da apprendere e consolidare per averne utilità durante un’eventuale emergenza.
Le pubbliche amministrazioni hanno un ruolo fondamentale?
È necessario che recepiscano un messaggio breve e chiaro: il terremoto non uccide; è la nostra casa che lo fa.
Lei tiene particolarmente alla formazione dei bambini…
Portiamo avanti un’intensa attività di divulgazione scientifica ed informazione presso le scuole di ogni ordine e grado con contatti che raggiungono circa duemila persone l’anno. Puntiamo molto sulla loro formazione perché questi bambini saranno i cittadini, gli amministratori e i tecnici di domani.
Il centro di Grottaminarda è il primo in Italia a nascere in un’area a rischio. Che cosa significa per il centro e per l’Irpinia?
La provincia di Avellino è tristemente nota per la tragedia dell’80, probabilmente può essere motivo di orgoglio e riscatto morale. Dal punto di vista scientifico è interessante per approfondire ancora di più i nostri studi in una zona altamente a rischio.
Quali sono attualmente le attività che porta avanti il centro?
Stiamo compiendo uno studio di microzonazione sismica per individuare i livelli di pericolosità e vulnerabilità di alcuni edifici; indagando sorgenti sismogenetiche giovani dell’Appennino; monitorando le sessanta stazioni sismiche satellitari per il rilevamento dei movimenti tellurici. In questi anni sono state, inoltre, svolte attività riguardanti l’ingegneria sismica, lo sviluppo software e l’elaborazione di banche dati geografiche. Oltretutto all’interno dell’Osservatorio è presente la Sala di Monitoraggio Sismico in tempo reale che riceve segnali 24 ore su 24 dalle stazioni sismiche di tutta l’Italia.
C’è la speranza che in futuro la terra smetta di tremare?
Non abbiamo speranza, la terra continuerà a tremare per milioni di anni finché al suo interno ci sarà calore.
(di Marianna Morante)