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Grottaminarda, taglio del nastro per la rinnovata biblioteca comunale “Osvaldo Sanini”

A Grottaminarda riapre la Biblioteca Comunale “Osvaldo Sanini”, ristrutturata ed ampliata, con una cerimonia di inaugurazione presso il Castello d’Aquino.
Un pomeriggio di aggregazione, mirato ad enfatizzare la nuova veste di una biblioteca moderna e fruibile in un contesto antico.
Prima la benedizione del Parroco Don Rosario Paoletti, poi il taglio del nastro da parte del Sindaco Marcantonio Spera e di tutta l’Amministrazione, la visita guidata nelle sei sale della Biblioteca a cura dello studioso di storia locale, Raffaele Masiello, a seguire il convegno all’aperto, nei Giardini Pensili del Castello.

Nei suoi saluti istituzionali, il sindaco Marcantonio Spera ha voluto essere affiancato dall’intera Amministrazione e dalle persone che hanno contribuito fattivamente alla riorganizzazione della Biblioteca e ha spiegato come il progetto di riqualificare il Castello fosse non solo una delle priorità del programma amministrativo, ma “un vero e proprio sogno poichè le difficoltà sembravano insormontabili”.

Marilisa Grillo, Consigliera delegata alla Cultura e ai Lavori Pubblici che ha seguito tutto l’iter burocratico, ha sottolineato il ruolo della Provincia di Avellino (e quindi di Spera nella veste di Consigliere Provinciale) e della Regione Campania che hanno concesso i diversi finanziamenti utili a riqualificare le sale del Castello e ha spiegato anche come da un patrimonio librario iniziale di 6mila volumi si sia arrivati a 13mila.
“La cultura crea comunità” ha detto Luana Vitale, Archeologa e Direttrice del Museo Antiquarium “Filippo Buonopane”, nel raccontare il lavoro da parte di cittadini volontari come Raffaele Masiello e Paola Fabrizio e delle persone nell’ambito del progetto GOL. Ha poi parlato di prospettive, dell’impegno di far vivere la Biblioteca, di riempirla di studenti e lettori e di dare una nuova veste anche all’Antiquarium “Filippo Buonopane” ampliandone spazi e reperti.
Su questo, registrato anche l’impegno di Lorenzo Mancini, funzionario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino, il quale nel sottolineare come non sia un caso che il nuovo tracciato ferroviario dell’Alta Capacità/Alta Velocità Napoli-Bari ricalchi la rete degli antichi percorsi viari, ha raccontato delle numerose testimonianze archeologiche che stanno emergendo dalle indagini preventive ai lavori e che molti di quei reperti potranno essere custoditi nel rinnovato Antiquarium di Grottaminarda.
Molto sentito e pregnante anche l’intervento di Francesca Amirante, Vicepresidente della VI Commissione Istruzione e Cultura della Regione Campania che nelle vesti anche di ex Docente e Storica dell’Arte ha parlato della funzione sociale della cultura, delle battaglie affinché non sia considerata marginale e come l’inaugurazione di una Biblioteca, per di più nelle aree interne, non vada considerata come un fatto scontato.

Al termine del confronto, moderato dalla giornalista Monica De Benedetto, l’approfondimento da parte della Storica dell’Arte Anna Orlando sul pittore fiammingo Van Dyck giudicato da Rubens il suo migliore allievo. La studiosa genovese di origini grottesi, attraverso un excursus sulla più grande retrospettiva mai realizzata su Anton Van Dyck, attualmente in mostra presso Palazzo Ducale di Genova, da lei curata insieme a Katlijne Van Der Stighelen, ha trasportato l’uditorio nel viaggio compiuto dal pittore tra Genova, Anversa e Londra.

Infine, la consegna di alcune targhe quale riconoscimento da parte dell’Amministrazione Comunale alle persone che hanno avuto un ruolo diretto o indiretto nella crescita della Biblioteca e nella riuscita dell’importante giornata, cominciando proprio da Anna Orlando per poi arrivare a Mauro Orlando “per la generosa donazione del suo fondo librario che arricchisce la Biblioteca Comunale”; a Peppino Orlando “per il prezioso contributo alla crescita culturale della comunità”; alla memoria di Antonio Palomba “figura che con profonda dedizione ha saputo custodire e raccontare le radici della comunità, al quale è stata dedicata la Sala “Storia locale”; infine, alla memoria di Domenico Carrara, “giovanissimo poeta scomparso troppo presto al quale è stata dedicata la Sala “Ragazzi” affinché la sua passione per la scrittura ispiri le future generazioni.

La serata si è conclusa con un piccolo rinfresco, il Djset di Nora Rich e l’omaggio al pubblico di alcuni libri su storia e tradizioni locali.

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