
Grottaminarda – La premiazione delle fotografie più belle che hanno paretcipato al concorso “Tesori dell’Irpinia”, organizzato dalla Pro loco Valle Ufita, con sede a Grottaminarda, ha offerto lo spunto per una riflessione sullo sviluppo dell’Ufita, tenutasi ieri sera presso la sala consiliare “Sandro Pertini” di Grottaminarda. Il presidente dell’associazione Vincenzo Barrasso ha coordinato il convegno, che ha raccolto la partecipazione di alcuni amministratori locali, giunti a Grottaminarda per testimoniare la volontà di avviare la fase della partecipazione al progetto comune del rilancio delle zone interne della Campania. Blasi ha spiegato che la denominazione “Valle Ufita” non deve trarre in inganno, nel senso che Grottaminarda non intende candidarsi a punto di riferimento del territorio, anzi vuole sollecitare la partecipazione di tutti allo sviluppo dell’idea forza del progetto e la prova è rappresentata dalla forma di organizzazione scelta per conseguire il coinvolgimento di tutti. Dopo la bellissima manifestazione “St’Art ’07”, che si è sviluppata in vari comuni, la Pro loco Valle Ufita ha fatto tappa a Grottaminarda per organizzare il concorso fotografico, al quale ha legato un’altra inizitiva analoga – “Irpinia mia” – in piedi a Trevico da quattro anni, nata per difendere i medesimi valori e finalizzata alla realizzazione degli stessi obiettivi. Così ieri sera Nicola Giacobbe, presidente della Pro loco “La spiga”, Cosimo Petretti, Fabian Palumbo, della Pro Loco Valle Ufita, Patrizia Pizzulo, responsabile del concorso fotografico di Trevico e i sindaci Antonio De Luca di Zungoli, Rocco Giacobbe di Flumeri e Giuseppe Solimine di Trevico hanno illustrato il progetto comune, assumendo l’impegno di rafforzare ancora la sinergia tra tutte le pro loco dell’Ufita. “Come sindaco e presidente della Comunità Montana dell’Ufita saluto con gran piacere questa manifestazione perché si inserisce nel filone di quelle finalizzate alla valorizzazione dei nostri territori – ha affermato Solimine – e credo che il potenziamento delle pro loco possa realizzare anche un altro risultato, forse più importante rispetto alla valorizzazione delle risorse locali, che è quello di aprire un dialogo verso con i giovani, che spesso, vivendo nell’isolamento anche sociale e culturale, cadono più facilmente nella rete delle devianze. Le pro loco possono svolgere un ruolo molto importante – ha concluso – ma a condizione che siano tutte organizzate per il raggiungimento del fine comune, andando oltre la logica del campanile”.