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Grossi: “Serve un confronto ampio sulla legge elettorale e ripristino delle preferenze”

Il dibattito sulla futura legge elettorale per le Politiche del 2027 torna al centro della scena nazionale e, anche in Irpinia, arrivano contributi che chiedono un cambio di passo. A intervenire è il vice sindaco del Comune di Grottolella, Marco Grossi, che invita le forze politiche ad avviare un confronto serio e non ideologico sul sistema con cui saranno scelti i parlamentari. Di seguito, le dichiarazioni:

Da amministratore e da cittadino, in primo luogo auspico un vivo e sano confronto tra tutte le parti politiche, maggioranza e opposizioni soprattutto perché le ultime leggi elettorali sono state scritte male perché pensate esclusivamente a favore di uno schieramento contro l’altro e non hanno funzionato per questo motivo a mio modestissimo parere e hanno determinato una involuzione del nostro sistema democratico.

In secondo luogo sul premio di maggioranza e sulla indicazione diretta del candidato alla carica di Premier ci si può ragionare e trovare una soluzione in linea con le indicazioni che più volte sono state espresse dai Giudici della Corte Costituzionale in materia di legge elettorale e di rappresentanza democratica, senza barricarsi su posizioni ideologiche e fuori dal tempo in cui viviamo. Ci vuole un dialogo tra le forze politiche mettendo al centro la partecipazione dei cittadini.

Tutto ciò premesso è imbarazzante il silenzio di quasi tutte le forze politiche in campo circa un possibile ripristino di un sistema elettorale fondato sulle preferenze per eleggere i propri rappresentanti. Le liste bloccate rappresentano l’antitesi alla partecipazione democratica del cittadino, sottraendo al cittadino la vera possibilità di scelta. Non si comprende come mai al Comune, alle elezioni regionali, alle elezioni Europee vige il sacrosanto sistema delle preferenze e per il Parlamento invece da anni i cittadini devono fare i conti con liste già confezionate da capi delle segreterie di partito. Mentre il ritorno alle preferenze riavvicinerebbe i candidati ai cittadini stessi, ritornando a quel caro concetto di radicamento territoriale che si è perso nel tempo per colpa di leggi elettorali sbagliate che hanno finito per favorire l’astensionismo da parte dei cittadini.

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