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Green Wolf di Lioni: “Prima noi, poi l’Avellino. La forza siamo noi”

Da “Il biancoverde” n. 16 del 6/12/2013

Rientrano tra gli ‘onnipresenti’ del “Partenio – Lombardi”. Sono ‘Quelli di sempre’. I tifosi al fianco dei lupi nel bene e nel male. Nella gioia e nel dolore. Quando c’è da far festa o da rattristarsi per un risultato negativo. Parliamo dei ‘Green Wolf’ di Lioni. Abbiamo contattato uno dei soci fondatori dello storico gruppo: il signor Franco Ferretti che ci ha svelato i retroscena dell’alta Irpinia sull’amore incondizionato per il lupo: “Ogni sabato, dopo le partite casalinghe dell’Avellino, sull’Ofantina c’è una vera e propria carovana che rientra in provincia con sciarpe e bandiere esposte. E’ quando si vince, é quando si perde. Siamo innamorati di questi colori – ammette il tifoso – tanto che stiamo lavorando anche all’apertura di una sede. Siamo circa trecento tifosi e lanciare un club a Lioni ci consentirebbe di abbracciare tutti i paesi dell’alta Irpinia come Sant’Angelo dei Lombardi, Conza della Campania, Nusco, Morra, Andretta, ecc.
Ho trasmesso la passione per il lupo anche a mio figlio 18enne, che è diventato più tifoso di me – ironizza -. Dunque, seguiamo insieme l’andamento interessante dell’Avellino Calcio. Non ci aspettavamo di occupare posizioni così alte in classifica e lottare, volendo, per i play off. Tuttavia, i preziosi punti conquistati dalla squadra di Rastelli, saranno utili ai fini della salvezza in primis, poi, tutto ciò che di buono può arriverà in più, lo accetteremo ben volentieri.
Per fare la Serie A – prosegue – ci vuole denaro. Tanto denaro, quindi, personalmente, mi accontento di una salvezza tranquilla. Se il presidente Taccone, poi, sarà disposto a fare sacrifici acquistando a gennaio un giocatore per raparto, si può iniziare a pensare di lottare per qualcosa di più importante. Dovranno essere, però, ingaggi mirati, di categoria. E non parlo di grandi nomi ma di giovani conosciuti e promettenti”.
Si sofferma sul trainer dei biancoverdi Ferretti al quale rimprovera qualche scelta: “Rastelli è un bravo allenatore. Un grande trascinatore e motivatore ma non condivido gli stravolgimenti di formazione che attua ogni tanto. Seppur di rado, perché gli si può rimproverare poco o nulla, sbaglia clamorosamente. Tuttavia ha un buon intuito e carica i suoi al punto giusto”.
Se c’è un giocatore che predilige: “Personalmente mi piace molto il centrocampista Eros Schiavon. E’ un giocatore determinato che, sul rettangolo di gioco, lascia emergere la sua grinta e la sua voglia di lottare. Conosce bene la Serie B. E’ una categoria che ha masticato bene a Cittadella d’altronde”.
Sulle armi vincenti dell’Avellino conclude: “Il punto di forza di questa squadra è lo spirito di gruppo, che si vede dentro e fuori dal campo. I giocatori sono molto affiatati ed amici fuori dal Partenio. E poi ci siamo noi tifosi… che veniamo prima dell’Avellino. Anzi, l’Avellino siamo noi”.

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