E’ stata particolarmente positiva l’esperienza vissuta a Lublino, in Polonia, da tre alunni e due docenti dell’IISS “L. Vanvitelli” di Lioni. Alessia Conte e Linda La Vecchia di 1^B e Antonio Guerriero di 2^C, tutti alunni della sede IPSSAR, accompagnati dai docenti Vincenzina Perna e Rocco Caruso, referente del progetto, sono stati ospiti dal 16 al 21 Novembre scorso della Szkola Podstawowa “Leona Kruczkowskiego di Lublino, città a 200 km ad est di Varsavia, insieme con il Dirigente Scolastico, 2 docenti e 3 alunni della scuola turca “Ortahisar Ilkögretim Okulu” di Nev?ehir (Cappadocia), nell’ambito del LLP Progetto Comenius dal titolo “Gli antichi giochi in via di estinzione nel mondo cibernetico attuale”. Fittissimo il programma del meeting, minuziosamente organizzato dalla Preside della scuola polacca, Ewa Sadowska e da alcune docenti dell’istituto, con il coinvolgimento diretto delle famiglie. Molte attività hanno coinvolto i ragazzi, dalle lezioni condivise a scuola, ai giochi antichi all’aperto, alle escursioni, ai “party” in palestra in onore dei compagni “stranieri”. Alessia Conte racconta entusiasta: “Sono rimasta subito colpita dall’organizzazione dell’incontro, curato in ogni minimo dettaglio. Ci hanno accolto con rappresentazioni di leggende, danze moderne, canti polacchi, turchi e con una canzone italiana molto simpatica, Marina, che cantavano tutti perfettamente! Emilka, in italiano Emilia, la ragazza che mi ha ospitato, vive in una casa tradizionale fatta tutta in legno. All’inizio non sapevo come muovermi, mi sentivo particolarmente in imbarazzo, nonostante fossero tutti tanto gentili con me!” Aggiunge Linda La Vecchia: “Al momento di presentarci di fronte a tutta la platea, ci hanno assalito mille paure: la paura di sbagliare, di essere osservati, di essere giudicati, insomma la nostra mente era piena di pensieri negativi, ma per fortuna ci sostenevamo a vicenda. Però, quando dopo l’introduzione fatta da noi, è partito il video che avevamo preparato insieme con il Prof. Caruso, tutti hanno cominciato a battere le mani al ritmo della musica ed hanno manifestato il loro gradimento; allora ci siamo rilassati e ci siamo goduti lo spettacolo! Anche Julia, la ragazza che mi ospitava e che ospiterò a mia volta, era entusiasta del nostro video”. Antonio Guerriero, con un po’ di nostalgia, ricorda “Il ragazzo che mi ospitava si chiama Kuba, è alto, magro e molto simpatico. In quei pochi giorni ho fatto così tante esperienze che ricordarle tutte è impossibile! Però, per esempio, non dimenticherò mai di aver mangiato lì per la prima volta nella mia vita il baccalà, che io odiavo e che invece, devo ammettere, era proprio buono!”. Riprende Alessia –“A primo impatto sentivo che con gli alunni stranieri non sarei andata per niente d’accordo, per questo cercavo di essere simpatica, cosa che non mi riesce molto bene. Le mie impressioni erano sbagliate: i ragazzi erano molto simpatici e cercavano di esprimersi nel miglior modo per farsi capire. Ho stretto amicizia con tre ragazzini, Igor, Kuba, Wojteck e con alcune ragazze, Wiktoria, Monika, Patrycia, Julka e Asia. Ho conosciuto anche diversi professori polacchi tra cui Karola, Veronika, Dorota, Karolina, Marta che parlavano perfettamente inglese ed erano molto simpatiche e ospitali”. Interviene Linda -“Abbiamo conosciuto anche il Preside della scuola Turca, Mustafa, un uomo molto affettuoso con i propri studenti e molto socievole. Il professore che affiancava il Preside, Ercan, era molto divertente e dei loro studenti, solo Fatma, una ragazzina molto riservata, si è poi un po’ aperta con noi, mentre i due ragazzi erano molto solitari, forse per difficoltà linguistiche o forse per semplice timidezza”. “Abbiamo veramente superato i confini nazionali, non solo fisicamente ma anche, e soprattutto, mentalmente” – dichiara la docente accompagnatrice Prof.ssa Perna, che chiarisce “siamo riusciti attraverso la conoscenza diretta a smentire alcuni clichè, alcuni luoghi comuni che i colleghi stranieri avevano su noi Italiani, rispetto alla nostra presunta indole chiassosa e poco funzionale. E non è poco, se consideriamo anche un altro aspetto: ho visto i nostri ragazzi migliorare di giorno in giorno la loro competenza comunicativa in inglese, e ciò ha contribuito a metterli alla pari con gli altri alunni partner, che comunque, per curricolo, se la cavano molto bene nelle lingue straniere”. Il Prof. Caruso, curatore del progetto, spiega – “Grazie alla più che decennale esperienza nel campo dei Progetti Scolastici Comenius, anche in questo caso possiamo sicuramente affermare che le ricadute sugli alunni in termini di acquisizioni linguistiche e di interazioni sociali sono enormi. Il nostro Istituto si prodiga da sempre in questo tipo di progetti per trasmettere a tutto il personale e agli alunni una mentalità aperta verso l’Europa. I prossimi incontri previsti dal progetto saranno in Turchia, prima, e qui nella nostra scuola, poi. Tra le attività programmate e i compiti assunti da ciascun partner, al nostro Istituto spetta la creazione di un sito web con password e ID per tutti i membri coinvolti e la realizzazione di un cortometraggio finale su tutti i giochi antichi di ogni Paese”. Dal racconto degli alunni coinvolti in questo viaggio si capisce che sono molti gli aspetti ad averli colpiti, dalle differenti tradizioni al diverso stile di vita, ma soprattutto la possibilità di stringere nuove vere relazioni di amicizia coi loro partner polacchi e turchi. “Siamo veramente contenti di partecipare ad un progetto così interessante, con una scuola di Lublino, antica città ponte tra oriente ed occidente, di inaspettata bellezza e candidata come Capitale Europea della Cultura nel 2016”- ribadisce con entusiasmo il Dirigente Scolastico, Prof. Vincenzo Lucido-“ Attendiamo di dare il benvenuto ai docenti e agli alunni dei paesi partner presso il nostro Istituto e speriamo di poter ricambiare la calorosa accoglienza riservata ai nostri “rappresentanti” in Polonia”. (di Ilaria Tranfaglia)
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