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Il progetto fotografico dedicato al Maio e alla comunità baianese, vuole “mettere a fuoco” proprio questo intenso legame comunitario, come un’esperienza da cui intraprendere un personale racconto per immagini di un mondo statico fatto di vite “sospese”. Utilizzando come punto di partenza la forte coesione che, come d’incanto, unisce il popolo baianese intorno ad un itifallico e totemico simbolo di fertilità, l’albero del Maio, Roberta propone uno sguardo “altro” sulle diverse “anime” che vivono un territorio per certi versi incastrato in questo tempo che sembra non volersi mai muovere. Nel corso dei 4 giorni del festival, uno spazio speciale sarà poi dedicato alla storia della festa del Maio e ad alcune tipicità eno-gastronomiche proprie del nostro territorio. Un’occasione in più per far conoscere luoghi e sapori di una “Italia interna” troppo spesso dimenticata o, peggio ancora, maltrattata dai suoi stessi protagonisti. Qui le parole della fotografa Roberta Candela: “Penso che la coesione comunitaria propria delle tradizioni locali come la festa del Maio di Baiano, debba servire a tutti/e perché si riesca nello scopo di riappropriarci della nostra terra, rispettandola e rispettandoci, agendo con costanza come svegli e attenti osservatori: non resi muti e votati al più egocentrico individualismo, però, perché sono proprio le vili beghe da parassiti e speculatori a frenare le forze del rinnovamento. Con ciò intendo che il futuro di qualsiasi terra non può non considerare come fondamentale base di comprensione la conoscenza del vissuto cementante la comunità, così da poter cambiare in meglio, ri-scoprendo e ri-elaborando le buone prassi del passato”. (Alberto D’Errico)