Gli Orsini e Francesco Guarino protagonisti ad Avellino

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Divulgare la conoscenza e nello stesso tempo promuovere la valorizzazione di alcune tra le eccellenze culturali della nostra provincia. Questo il senso della Conferenza “Gli Orsini e Francesco Guarino” che si terrà ad Avellino, presso la Chiesa del Carmine, venerdi prossimo, 5 ottobre, alle ore 170, su iniziativa dell’Accademia dei Dogliosi a conclusione delle celebrazioni per i quattrocento anni per la nascita di Francesco Guarino, illustre figlio della terra irpina.

Ad introdurre i lavori della conferenza, patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Avellino, il presidente dell’Accademia dei Dogliosi prof. Fiorentino Vecchiarelli che si soffermerà su “Il feudo meridionale degli Orsini”. La relazione, invece, è affidata alla dott.ssa Giovanna Nicodemi, esperta in conservazione e valorizzazione di beni culturali su supporto pittorico, che porrà l’attenzione su “Francesco Guarino: il percorso interrotto, tra naturalismo estatico e prime istanze barocche”. E’ il dovuto riconoscimento – dichiara la dott.ssa Nicodemi – ad una delle eccellenze della pittura napoletana della prima metà del Seicento, una figura pittorica affascinante, il cui fondamentale ruolo nel panorama artistico del tempo è ormai un fatto indiscusso. La sua provenienza da una “provincia” interna del Viceregno, l’Irpinia, ed il suo apprendistato presso la bottega del padre Giovan Tommaso, che operava ancora in chiave tardo-cinquecentesca, non bloccarono l’evoluzione della sua strepitosa personalità artistica né la sua tensione verso una modernità pittorica che si lega ad esperienze e influssi romani e bolognesi, tenendo sempre da conto, però, l’ininterrotto e costante rapporto con Napoli e con ciò che in quella città quotidianamente si sperimentava. Il suo percorso artistico, dislocato essenzialmente tra Solofra, Campobasso e Gravina in Puglia e le sue maggiori committenze, quella della nobile famiglia Orsini, ma anche quelle provenienti da una “borghesia” di provincia che andava sempre più rafforzandosi nella propria consapevolezza e forza economica, fecero di Guarino un pittore che svolse la sua attività solo fuori dalla capitale, pur restandone modernamente ancorato per i vividi influssi culturali che in essa fermentavano e di cui lui si nutrì. Francesco Guarino fu l’iniziatore, in Irpinia, di una splendida filiazione di artisti, basti pensare ad Angelo ed all’ancor più famoso figlio Francesco Solimena che, tra XVII e XVIII secolo, fecero di questa terra un’importante fucina di grandiose esperienze pittoriche e il luogo di una straordinaria temperie artistica dove Maestri eccezionali seppero travalicare i confini locali portando il loro talento e la loro valenza al di fuori dei loro limitati spazi territoriali, verso una visione culturale di respiro europeo e partecipando, in tal modo, a scrivere pagine fondamentali della Storia dell’Arte italiana. L’intento di questa conferenza, ad un anno dal quarto centenario della sua nascita, è quello di dare il giusto e doveroso tributo a questo nostro illustre conterraneo che ebbe una vicenda umana ed artistica dai risvolti estremamente affascinanti ma, purtroppo, molto breve. A Gravina, infatti, dove si era portato al seguito degli Orsini si spense fin troppo presto, per un torbido fatto di sangue, la sua splendida parabola pittorica. Troppo presto e troppo poco, solo quattro decenni, per un artista che avrebbe potuto cogliere, con l’autorevole sostegno degli Orsini, i frutti di una grandiosa stagione di ulteriore crescita creativa che aveva già dato, fin dal primo momento, strepitosi bagliori di grandezza.

Questa stessa conferenza verrà riproposta venerdi 12 ottobre, alle ore 16, su invito della Deputazione della Cappella del Tesoro di San Gennaro, presso il Duomo di Napoli, nell’ambito della manifestazione “Autunno in Cappella”.

“Un invito – commentano la dott.ssa Nicodemi e il prof. Vecchiarelli – che oltre ad essere un gradito riconoscimento delle nostre professionalità e competenze, rappresenta una importante occasione per far conoscere la vicenda umana ed artistica del pittore Francesco Guarino che tanto ha dato alla storia dell’arte italiana”.

In calendario anche una seconda conferenza che avrà luogo venerdì 16 novembre alle ore 16,00, nel medesimo ambito della Cappella del Tesoro di San Gennaro presso il Duomo di Napoli, e che verterà su di un Bene Culturale unico del vasto patrimonio artistico del territorio irpino, il Seggio ligneo dell’Abbazia di Montevergine e sul ruolo che ebbe il famoso cenobio nel periodo medioevale. Avellino 2 ottobre 2012

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