“Gli effetti Collaterali” al Teatro d’Europa per beneficenza

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Cesinali – Gli Effetti Collaterali, un gruppo musicale composto da medici che quotidianamente sono impegnati nel campo della medicina e che hanno come hobby la passione per la musica. Nomi e Cognomi di chiara fama nel campo medico internazionale, che presto potremmo sentire alla ribalta delle cronache nazionali del gossip musicale e dell’arte, per la loro bravura anche nel campo musicale. Gli Effetti Collaterali non hanno lasciato spazio all’improvvisazione. Nulla è infatti lasciato al caso: alla Voce il dott. Giovanni De Chiara, Endocrinologo di chiara fama e Anatomo Patologo presso la città ospedaliera di Avellino; Alle tastiere Gino Monaco, ecografista presso l’ospedale S.G. Moscati di Avellino. Alla batteria e cori Giancarlo Farese, chirurgo del reparto di chirurgia d’urgenza e medico di frontiera impegnato al pronto soccorso dell’ospedale San Giuseppe Moscati ad Avellino. Alla chitarra e cori Cesare Gridelli, Direttore del Dipartimento di Onco-Ematologia e dell’Unità Operativa di Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati” di Avellino, che da anni svolge ricerca clinica sul cancro del polmone e che ha collaborato per l’European Society of Medical Oncology (ESMO), l’American Society of Medical Oncology (ASCO) e l’M.D. Anderson Cancer Center di Houston (USA).
I medici sono altresì accompagnati da Maria Grazia Prillo Voce e Cori e da Antonio Spinelli al basso. Al Teatro d’Europa di Cesinali sabato 9 giugno alle ore 20.30 gli Effetti Collaterali, con il patrocinio dell’Associazione musicale Michelino, ricorderanno Lucio Battisti e il ricavato della serata andrà in beneficenza alla “Casa De Angelis” di Mercogliano gestita dalla Koinon cooperativa sociale onlus, opera segno della Caritas Diocesana Di Avellino. “La Koinòn – afferma il presidente Marco Argenio – ha scelto di impegnarsi già dal 1996 nel campo del disagio -psicosociale per stare vicini a quanti sono quotidianamente impegnati ad affrontare questa difficoltà. Tale scelta nasce dalla consapevolezza che sperimentare il disagio psicosociale significa vivere senza appoggi, difese, consensi, separati dagli altri, essere «tra gli ultimi della fila»”.

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