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Giusto e la “Cosa rossa”: ‘Le ragioni della sinistra vivono ancora’

Niente più ‘cosa rossa’. Da oggi si parla de ‘La Sinistra – L’arcolableno’, nuova forza politica che raggruppa Rifondazione, Pdci, Verdi e Sinistra Democratica. Una Federazione unitaria nata ieri a Roma alla presenza di oltre 5mila persone pronte a lanciare una nuova sfida all’assetto governativo italiano e a quell’ondata di rinnovamento che sta affrescando a tinte forti la politica del bel Paese. “Un altro cantiere aperto” – nel senso più costruttivo del termine – come ama definirlo l’on. Angelo Giusto, esponente irpino di Sinistra Democratica che tratteggia i lineamenti della variegata corrente. “Le ragioni della sinistra non sono scomparse. Questo è stato un secolo di grandi eventi: diritti finalmente riconosciuti ai lavoratori, welafre, pensioni…”. Chi pensa, dunque, che il socialismo “sia un ‘cane morto’, un capitolo da archiviare”, si sbaglia di grosso. “Fino a quando si registreranno nella società gli attuali squilibri ci sarà sempre bisogno di una forza socialista. Fino a quando l’ingiustizia regnerà sovrana e la precarietà sarà il punto cardine dell’esistenza delle giovani generazioni, si rafforzerà sempre più la necessità di una forza politica che dia spazio ai diritti umani e non alla corsa alle poltrone”. Questo è il socialismo, questa la ratio della neonata unione, “una sfida da vincere con nuove parole ma con vecchi ideali”. Dunque, nessuna inversione di tendenza rispetto alla tradizionale scala di valori ma senza dubbio un rinnovamento nel modo di rapportarsi ai problemi. Insomma, la politica si adegua ai tempi che corrono e se un partito ‘muore’, nuovi ne nascono. La Sinistra dovrà quindi fare i conti con il fratello maggiore: il Pd. Concorrente o alleato?… “Alleato – specifica Giusto – ma concorrente nella sfida per la conquista dell’egemonia”. Certo è che “se l’Italia impazzisse e attribuisse il 30 per cento delle preferenze al Pd”… allora, evidentemente, “il quadro politico sarebbe da rimaneggiare”. “A suo tempo gli abbiamo augurato un sincero successo al Pd, spero che saremo contraccambiati”, anche perché “piuttosto che individuare nei seguaci di Mussi dei nemici da combattere sarebbe più opportuno stringersi intorno alla ricerca di valori comuni”. (di Manuela Di Pietro)

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