Irpinianews.it

Giuseppe Conte prima del Movimento 5 Stelle: “Ho votato De Mita e i radicali”

Prima dell’approdo al Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte ha raccontato che votava De Mita e i radicali. Un passaggio che lo stesso ex presidente del Consiglio ha ricordato in una lunga intervista rilasciata ad Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera, nella quale ha intrecciato vicende personali, formazione, anni difficili e linea politica attuale. “Guardai con interesse all’esperienza demitiana, alla sinistra Dc; ho votato anche radicale”, ha raccontato Conte. Oggi, però, la collocazione è definita con nettezza: “Il Movimento è progressista, vogliamo contrastare disuguaglianze e iniquità”.

L’intervista offre anche uno spaccato più intimo della sua vita e nel racconto trovano spazio le figure dei genitori: il padre, segretario comunale tra Cerignola e Volturara Appula e “figlio spirituale di Padre Pio”, e la madre, insegnante, descritta come “orgogliosa di essere autonoma”. “Papà mi portò da Padre Pio, lo ricordo bene”, afferma. Ampio anche il passaggio dedicato agli anni romani, vissuti con sacrificio e spirito di adattamento.

Sul piano politico, Conte difende la necessità di tenere ferma un’identità chiara, pur nella disponibilità al dialogo con altre forze. “Non sono un prerequisito, ma un mezzo per realizzare un programma condiviso”, dice a proposito delle alleanze. E sulle primarie, che considera uno strumento utile per il campo progressista, osserva: “Mi sono reso disponibile perché ho visto una gran voglia di partecipazione”, aggiungendo che “possono essere il modo più efficace per individuare l’interprete migliore, ma solo dopo aver condiviso il programma”.

Tra i passaggi più politici dell’intervista, anche quelli sui rapporti con i principali protagonisti della scena nazionale. Con Beppe Grillo, spiega, “non ci sono più rapporti, pur restando una figura storica”. Con Elly Schlein parla invece di “rispetto reciproco”. Quanto a Matteo Renzi, la posizione resta subordinata ai contenuti: “C’è posto per chi condivide il programma”.

Conte torna poi su alcune delle principali scelte compiute durante la sua esperienza a Palazzo Chigi. Sul reddito di cittadinanza rivendica la portata sociale del provvedimento: “Una madre mi scrisse che poté comprare una bistecca ai figli. Mi commosse”. Sul Superbonus difende l’impianto della misura: “Un investimento per la ripresa”. In materia economica chiarisce anche la sua posizione fiscale: “Niente nuove tasse. Va alleggerito il carico su chi produce; colpita la finanza che si arricchisce senza creare valore”.

Non manca un passaggio di politica estera. Sulla guerra in Ucraina ribadisce una linea che tiene insieme condanna e ricerca di una soluzione diplomatica: “Condannata l’aggressione russa, ma serve più diplomazia”. E sugli Stati Uniti di Donald Trump osserva: “Ho sfruttato la sua simpatia per l’interesse del Paese”.

La riflessione finale torna su un piano più personale e valoriale: “Credo nel mistero e nel Dio cristiano. La politica deve restare ancorata a processi chiari, non ai personalismi”.

Intanto Conte si prepara a tornare in Irpinia. Sabato 25 aprile, alle ore 16, sarà infatti ad Avellino, in piazza Libertà, per l’inaugurazione del comitato elettorale del Movimento 5 Stelle in vista delle prossime elezioni amministrative.

Exit mobile version