Giuditta: “Stiamo andando verso il suicidio della città”

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“Chiediamo al centrosinistra di inaugurare una nuova fase al Comune di Avellino e se il nostro appello non dovesse essere ascoltato vorrà dire che staremo andando verso il suicidio della città”. Pasquale Giuditta, parlamentare del gruppo Udeur, boccia la soluzione trovata in queste ultime ore per uscire dalla ennesima crisi registrata tra i Ds e la Margherita e rilancia, affermando che la città ha bisogno di una programmazione seria e di una prospettiva di sviluppo, nate dalla esigenza di interpretare i reali bisogni della collettività. “Io non credo che una crisi si possa chiudere dicendo, semplicemente: scusate, abbiamo sbagliato – osserva l’onorevole Giuditta – senza cercare di instaurare un rapporto nuovo con i cittadini, i quali non riescono a capire dove la città sta andando. Le crisi sono state sempre risolte in modo apparente ed è per questa ragione che oggi l’Udeur chiede l’inserimento dell’elemento di novità: un patto di programma, attarverso il quale le forze politiche spiegano alla cittadinaza cosa intendono fare per i prossimi due anni e mezzo. Una mappa degli interventi collegata al progetto di sviluppo della città, che venga approvata dal Consiglio comunale nell’esercizio delle sue vere funzioni, che non sono quelle di esprimere giudizi intorno alle soluzioni giunte dall’esterno, ma di indirizzo politico e programmatico. Ecco perché noi vogliamo che si esca dall’equivoco, restituendo dignità al Consiglio e allontanando le lobbies. Il Consiglio comunale – aggiunge il parlamentare Udeur – deve svolgere il ruolo di attore principale nel processo di individuazione dei percorsi di sviluppo e non deve subire le scelte calate dall’alto. Occorre, insomma, avviare un ragionamento preventivo per capire come utilizzare al meglio le risorse, evitando gli sprechi e le opere inutili, che hanno fornito ai cittadini soltanto risposte sporadiche e slegate. Ecco, dobbiamo ripartire cercando di evitare gli errori commessi nel passato; ed allora, dobbiamo chiedere alla città se il tunnel sia veramente utile e non fermare la nostra attenzione sulla crisi in quanto tale, atteso che l’accordo tra due consiglieri non risolve, comunque, il problema della città. Discutiamo di problemi: la Sefin a cosa serve? Il tunnel è funzionale a qualcosa, oppure sarà il mercatone del 2007? Ha senso aprire i cantieri alla rinfusa, senza una programamzione seria, come nel caso dei lavori al Corso, che stanno danneggiando i commercianti? Valeva la pena realizzare così il teatro Gesualdo, che è un pugno nell’occhio, rimanendo i ruderi della dogana? Confrontiamoci con le categorie produttive e apriamo il dialogo con le persone – conclude l’onorevole Giuditta – perché, diversamente, la città non uscirà mai dalla crisi”. (di Tiziano Tedeschi)

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