Giuditta contro il cognato: “Si dimetta e sciolga il partito”

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La notizia battuta dalle agenzie di stampa ha fatto subito il giro. Pasquale Giuditta da poco eletto sindaco di Summonte, parlamentare uscente del Campanile e cognato di Clemente Mastella ha chiesto le dimissioni da presidente dei Popolari – Udeur al suo parente più noto. “Mi auguro che il Consiglio Nazionale dell’Udeur di venerdì 18 non sia un’ulteriore farsa dopo quella delle espulsioni di massa – ha affermato Giuditta -. Mastella prenda atto che la sua gestione del partito è stata fallimentare, un partito non rivive con le espulsioni, le decadenze e gli escamotage. Ci aspettiamo dal segretario Clemente Mastella le sue dimissioni e lo scioglimento del partito”. Ancora una volta Giuditta non ha risparmiato critiche a Mastella dopo il polverone seguito all’intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno nella quale dichiarò in modo esplicito che “la rovina di Clemente Mastella è stata la moglie Sandra Lonardo. La candidatura alla Regione della moglie – spiegò – è stata letta come un fatto familiare non come la naturale fine di un percorso politico”. Secondo Giuditta, Mastella dovrebbe prendere esempio da “Enrico Boselli e Fausto Bertinotti che hanno fatto un passo indietro prendendosi le loro responsabilità”, ma dovrebbe prendere atto del fatto che l’Udeur “non esiste più e che quanto spettante (al partito), grazie a una legge-forzatura, sia dato in beneficenza nel rispetto di tutti i cittadini. Sarà una mia battaglia far sì che i fondi spettanti all’Udeur siano dati in beneficenza”.

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