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Giuditta attacca De Mita: “Deve rispettare i partiti”

Attenzione, responsabilità e lavoro. È l’impegno che il neo deputato alla Camera Pasquale Giuditta sottoscrive simbolicamente nel corso della conferenza stampa di ringraziamento a conclusione della campagna elettorale. Si apre così la stagione parlamentare dell’Udeur irpino, non senza precisazioni e qualche raccomandazione. Si parte dai programmi a lunga scadenza: lavoro e sviluppo al primo posto. Valorizzazione e potenziamento delle risorse locali coordinate essenziali di una crescita che è sinonimo di territorio. E ancora. Riorganizzazione del partito: “Dobbiamo individuare come già fatto in passato – preciso a Giuditta – una nuova classe dirigente specchio dell’Irpinia. Per quanto mi riguarda sarò a disposizione di tutte le istituzioni al fine di contribuire al percorso di crescita socio-economica della provincia”. Una lunga analisi dove non è mancato il riferimento alla crisi che minaccia la stabilità di Palazzo Caracciolo. “E’necessario – continua – che ogni forza politica riacquisti umiltà e senso del dovere. Un atto di responsabilità nei confronti della coalizioni per rilanciare la coalizione stessa”. Ma a scaldare la sala gremita di gente (presenti tutti i rappresentanti istituzionali del partito e i vertici dell’Udeur) è la stoccata che Giuditta lancia al leader della Margherita: “Ciriaco De Mita deve rispettare i partiti del centrosinistra, le persone che appartengono alla coalizione e i cittadini. Probabilmente se in questa campagna elettorale ci avesse visti come risorsa e non come fastidio avremmo racimolato qualche consenso in più”. E forte degli oltre 17mila voti il numero uno del Campanile precisa: “Siamo indispensabili per la coalizione sia da un punto di vista numerico che strategico”. Un “avvertimento” che fa capo al futuro del partito unico. “…che risentirebbe da una parte delle espressioni centriste, dall’altra dell’anima dell’estrema sinistra. L’Udeur – conclude il massimo esponente del Campanile – si candida ad essere il vero centro. Quello pluralista e interclassista che un tempo fu il lievito della democrazia cristiana”. (mari.mo)

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