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Giù la villa dei Graziano, Cillo: “Un successo dell’amministrazione”

Quindici – La villa dei Graziano sarà demolita dal Genio Militare. Il Comune ha inviato la comunicazione alla Prefettura di Avellino per l’avvio della procedura forzata di abbattimento del simbolo storico della camorra a Quindici. Si avvia così verso la conclusione l’opera dell’amministrazione comunale di Liberato Santaniello che ha chiesto lo smantellamento dell’abitazione sottoposta a sequestro per abuso edilizio. Un edificio che, al di là dell’appartenenza camorristica, verrà abbattuto ufficialmente per effetto della sua abusività. La villa bunker del clan Graziano da anni appartiene al patrimonio comunale perché sottoposta a sequestro per abuso edilizio. Lo stabile venne incamerato verso la fine degli anni ‘90.
Costruita senza permesso edilizio, la villa fu sottoposta a sequestro preventivo per abuso. Successivamente, durante un’operazione dei Carabinieri del Nucleo Provinciale su decisione del Tribunale di Avellino, la villa fu anche oggetto di un sequestro giudiziario perché considerata un bene provento da attività illecita. Un iter molto complesso quello che ha caratterizzato l’operazione di abbattimento. La procedura è stata formalmente avviata a settembre con la pubblicazione del relativo bando pubblico, ma alla sua scadenza nessuna domanda di partecipazione è stata presentata da imprese del settore. Alla fine, su consiglio della Prefettura si è optato per l’intervento dei militari. “Una vittoria per l’amministrazione Santaniello”. Così il presidente di Libera, Marco Cillo: “La villa dei Graziano è il simbolo dell’illegalità non solo perché confiscata alla camorra, ma anche perché totalmente abusiva. Dopo il suo abbattimento si potrà parlare di nuova primavera della legalità a Quindici”. L’impegno profuso da Santaniello ha ripagato non solo legalmente ma anche civicamente: “E’ una chiara e dura risposta ai clan che operano sul territorio. – continua Cillo – Ora toccherà smuovere le coscienze”. Ma come? “Il problema non è l’omertà, ma la fitta rete di parentele che ruotano intorno ai clan. Non è detto che un parente di un camorrista è necessariamente invischiato in loschi giri, ma è normale che la parte buona della famiglia non denunci mai un proprio congiunto. Piuttosto vige un clima di rassegnazione che da oggi, con la notizia dell’abbattimento della villa dei Graziano ed altri interventi, potrebbe non esserci più. C’è la consapevolezza, da parte della gente, che bisogna praticare percorsi alternativi per dire ‘no’ alla camorra”.

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