Giovani e sicurezza stradale 2.0: cento studenti protagonisti del cambiamento

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Si è svolto questa mattina, presso l’Istituto I.S. “S. Rampone” di Benevento, l’incontro dedicato al progetto didattico “Giovani e Sicurezza Stradale 2.0 – Quale strada per il futuro”, che ha visto la partecipazione attiva di circa 100 studenti delle classi quarte e quinte.

Un momento di forte impatto educativo promosso dagli Ambasciatori dell’Educazione Stradale dell’Associazione Italiana Familiari Vittime della Strada, guidati dalla presidente provinciale (AV) Anna Diglio Nardone, affiancata dall’istruttore SESA Giulio e dai piloti Angelo Vincenzo e Pasquale Vescio.

Ad aprire i lavori è stato il dirigente scolastico Nazzareno Miele, insieme al presidente del Rotary Club Benevento Raffaele Pilla. Presenti anche il presidente della Commissione Sicurezza Stradale Renato Silvestre, la dirigente della Polizia Stradale di Benevento Anna Maria Villano, il neuropsicologo infantile dell’ASL di Avellino dott. Roberto Ghiaccio e il rappresentante Unasca Giuseppe Capriglione.

Durante l’incontro sono stati affrontati i principali rischi legati alla guida: l’importanza dell’uso delle cinture di sicurezza anteriori e posteriori, l’obbligo del casco correttamente allacciato, i pericoli dell’utilizzo dello smartphone alla guida e le conseguenze della guida sotto l’effetto di alcol e sostanze stupefacenti.

Particolarmente toccante la proiezione del video educativo dell’AIFVS, che racconta il drammatico momento in cui le autorità comunicano a una famiglia la perdita di un figlio in un incidente stradale. Un silenzio carico di emozione ha accompagnato la visione, trasformando la teoria in consapevolezza concreta.

Grande coinvolgimento anche nella parte pratica: gli studenti hanno potuto utilizzare i tappeti didattici con occhiali simulatori dello stato di ebbrezza (Art. 186), sperimentando in prima persona le alterazioni percettive e motorie causate dall’alcol.

L’iniziativa ha dimostrato come la prevenzione passi attraverso l’educazione, il dialogo e la testimonianza diretta. Perché, come ricordato durante l’incontro, a volte tornare indietro è impossibile. Meglio pensarci prima.