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Giornata per le vittime degli errori giudiziari, Castaldo: «La memoria di Carlo Corbisiero sia faro per il Paese»

LAURO- Il via libera della Camera dei Deputati all’istituzione della Giornata nazionale per Enzo Tortora e le vittime degli errori giudiziari, fissata per il 17 giugno, riaccende i riflettori sul dramma dei cittadini travolti da drammatiche sviste storiche. Un provvedimento di altissimo valore civile che si lega a doppio filo con il lavoro di recupero storico e giornalistico avviato in Irpinia. Sull’approvazione del testo a Montecitorio interviene il saggista Vincenzo Castaldo, autore del recente volume “Il Caso Corbisiero – Cronaca di un errore giudiziario (inter)nazionale” edito da Il Terebinto e disponibile in tutte le librerie. L’opera, impreziosita dalla prefazione di Aldo Balestra (caporedattore de Il Mattino), dalle riflessioni del magistrato Catello Maresca e dalla postfazione del giornalista Leandro Del Gaudio, ricostruisce la drammatica vicenda dell’irpino Carlo Corbisiero, vittima del più grave ed eclatante errore giudiziario dell’anteguerra, rimasto in carcere da innocente per diciannove anni prima della piena assoluzione. «L’approvazione di questa legge alla Camera rappresenta uno storico passo avanti per la nostra civiltà giuridica. – afferma Vincenzo Castaldo – Quando si parla di errori giudiziari il pensiero corre subito ai grandi casi mediatici, ma abbiamo il dovere morale di non dimenticare i cittadini comuni del nostro Meridione che hanno vissuto lo stesso identico calvario nell’ombra. Questa Giornata nazionale sarà, nel ricordo e nella memoria, anche e soprattutto per Carlo Corbisiero». Castaldo, per anni firma de Il Mattino, annuncia inoltre un’importante iniziativa istituzionale legata al saggio: «Credo sia fondamentale che la drammatica odissea di Corbisiero affianchi e arricchisca il dibattito parlamentare proprio ora che la Camera ha dato il via a questa giornata. Per questo motivo, è già in programma di portare il libro a Montecitorio subito dopo l’estate per una presentazione istituzionale. È una necessità civile condurre la voce e la storia della nostra terra in Parlamento, laddove si scrivono le leggi, per fare in modo che errori del genere non si ripetano mai più».

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