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E’ il management dell’azienda ospedaliera a donare in segno di profonda riconoscenza l’intitolazione di tre luoghi simbolo del nosocomio: l’aula magna del complesso di viale Italia (dedicata ad Antonino Sanfilippo); la sala legale amministrativa della città ospedaliera (a Costantino Mazzeo) e l’unità operativa di pediatria (intitolata a Corrado Giordano).
Tra i presenti alla cerimonia di intitolazione -svoltasi questa mattina nell’aula magna del plesso ospedaliero di viale Italia -per poi proseguire a Contrada Amoretta-: il consigliere regionale Cosimo Sibilia, l’assessore regionale Rosetta D’Amelio, la presidente della Provincia, Alberta De Simone, il sindaco di Avellino Giuseppe Galasso, il vescovo Monsignor Francesco Marino e, ovviamente, il manager del Moscati, Pino Rosato.
Assenti per impegni partenopei l’assessore regionale alla Sanità, Angelo Montemarano, i consiglieri regionali Angelo Giusto, Mario Sena e Franco D’Ercole.
Nel convegno di apertura, amici e collaboratori hanno ricordato le figure dei tre professionisti. Mazzeo: vicedirettore amministrativo, vicesegretario generale, direttore amministrativo e segretario generale del “Moscati” Ente ospedaliero, ancora coordinatore amministrativo, segretario generale e direttore generale dell’Asl Na 1; Giordano: medico primario, pediatra “storico” della città di Avellino, noto per aver contribuito all’apertura del dipartimento Materno-Infantile del plesso ospedaliero di via Ferriera (l’ex Capone) e poi coordinatore sanitario dell’Usl 4. Infine Sanfilippo: esperto amministratore, Commendatore, componente del Comitato di gestione dell’Ente ospedaliero, e promotore del potenziamento e dell’ampliamento del “Moscati”.
Ma la cerimonia è stata anche l’occasione per parlare di tematiche attuali che stanno tenendo banco in provincia e non solo. La numero uno di Palazzo Caracciolo, De Simone, riferendosi al centro oncologico di Mercogliano, ha parlato di “lotta che si trasformerà in vittoria”, di “impegno importante”. Mentre l’assessore D’Amelio ha ribadito la necessità di porre fine ai cosiddetti “viaggi della speranza”. Significativa anche la presenza, tra gli altri, di tanti direttori generali di asl ed aziende ospedaliere provenienti da tutta la Campania.