Gerardo Adiglietti ricorda l’amico Filippone: “Addio Pietro”

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Gerardo Adiglietti ricorda l’amico Pietro Filippone. Una missiva d’addio a chi “… mi convinse ad iscrivermi al Partito. Un giovane già pieno di storia politica fatta di coraggiose battaglie al servizio della sua comunità, quella di Calabritto, che amava tanto, portato ad esempio di altruismo e di ferme convinzioni ideologiche. Un uomo buono ed onesto. Un uomo buono, impastato di quella bontà che concede tutto di se stessi ma che nella mediazione politica non metteva mai in discussione i diritti e le aspettative degli altri, di quanti avevano di meno, di giovani che aspiravano a conquistarsi un posto in una società che incominciava ad essere sempre più difficile. Un uomo onesto, forte di quella onestà che era esempio per quanti avevano la possibilità di essergli amici e che lo rendevano punto di riferimento non solo politico. Quante battaglie insieme a lui; quante ansie; quante sofferenze per prezzi altissimi pagati in nome delle sue idee e dei suoi convincimenti; quanta tristezza per quei momenti in cui gli egoismi prendevano il sopravvento sulla obiettività e lo costringevano a subire palesi ingiustizie. E lui sempre pronto per una nuova battaglia, per un nuovo progetto, dimenticava torti ed angherie e ci convinceva della necessità di continuare, di non fermarsi. Ho vissuto condividendo le sue scelte e le sue battaglie, gli anni più veri della mia vita e insieme a me altri compagni come l’indimenticabile Andrea Preziosi. Poi la tragedia del terremoto; quella notte nebbiosa che lo portò prima ad Avellino per testimoniare a quanti non erano ancora convinti dell’immane disastro e del grido disperato di aiuto che veniva soprattutto dall’Alta Irpinia, della sua Calabritto distrutta dalle tante lacrime incrociate per arrivare fino alla città. Anni durissimi che lo videro protagonista di tante lotte per affermare il diritto all’esistenza di tanta gente scoraggiata e delusa che voleva abbandonare le proprie radici. Una vita durissima la tua, Pietro, ma sono convinto che avresti voluto viverla così, con slancio, passione, sostenuto da quella forza incredibile che ora ti ha lasciato. Nessuno potrà dimenticare la tua signorile disponibilità all’ascolto, quel tratto di umana comprensione che attraversava il tuo volto quando ascoltavi chi rivendicava diritti e ti chiedeva di patrocinarli, quella forza che sembrava violenta quando eri protagonista di battaglie di crescita delle nostre popolazioni. Sono certo che il tuo ricordo non abbandonerà mai quanti combatteranno per l’affermazione di ideali di solidarietà e di giustizia sociale. Per me resti punto di riferimento inamovibile”.

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