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Ma, l’idea iniziale del piano regolatore del 2003, è “stata tradita e abbandonata con un uso improprio di cemento e file di orridi pilastri, che non giustificano l’esigenza di aria pura e ossigeno della città”. Gengaro definisce un vero e proprio “scempio” la nuova trovata architettonica e denuncia l’operato: “L’unico tratto non alberato di piazza Kennedy doveva essere quello eventualmente destinabile al circolo del tennis di Avellino, chiuso per effettuare i lavori di recupero del complesso ex Eliseo”. Questo però nelle intenzioni dell’amministrazione dell’epoca che ottenne i fondi per il parco, ma non quelle di quella attuale che, tra una interruzione e l’altra, continua a portare avanti i lavori di cementificazione.