Avellino – “Lascio il partito dei Comunisti Italiani”. Così Generoso Bruno ufficializza le dimissioni da segretario cittadino, dal comitato federale irpino, dal comitato regionale campano e comitato centrale del partito dei Comunisti Italiani. “Ritengo necessario dover determinare attraverso un salvifico gesto di rottura una mia più intima riconciliazione con la politica. Per troppo tempo, in questi anni, ho coltivato un forte senso di amarezza che, pericolosamente in me, ha rischiato di spegnere la politica vissuta oltre che come governo del cambiamento, principalmente, come passione e come gioia di vita. ‘Pregustando caminar’, procedere, avanzare, facendo, appunto domande. E’ stato questo, il personale riflesso di una radicale riformulazione della prassi, il meccanismo che mi ha portato a lasciare quel partito che io stesso ho contribuito a costituire. Troppi, per me, gli interrogativi posti che non hanno trovato giusta risposta. Mi è apparsa triste, come ‘bui a mezzogiorno, la recente costrizione all’autocritica esercitata nei riguardi di Armando Cossutta, a cui riconosco il merito fondamentale, sia dallo scioglimento del PCI, di aver comunque operato per ricostruire nel Paese una rappresentanza politica comunista capace di rimettere a centro della vita politica nazionale le condizioni ed il ruolo delle classi subalterne; mentre a centro della vita politica nazionale le condizioni ed il ruolo delle classi subalterne; mentre, ho ritenuto esiziale, per l’ambiguità di Oliviero Diliberto, già dai mesi precedenti il G8 di Genova, l’assenza di una reale interlocuzione col movimento. Tante e troppe volte in questi anni, il rapporto del Pdci napoletano con il centrosinistra mi è apparso, nei suoi tratti fondamentali, volgare e grossolano. Solo oggi, però, con la possibile corsa in solitaria alle amministrative partenopee si evidenzia con chiarezza la vocazione della residualità dei suoi gruppi dirigenti”. “Nonostante guardi con amarezza al personale isolamento di questi anni non riesco, comunque ad invidiare quei compagni che, rispetto a scelte nazionali e campane, pur mugugnando, hanno avuto lo stomaco di tacere”. E ancora: “I temi dell’eguaglianza, della socialità nel lavoro e nella vita ed il superamento della divisione in classi nell’attuale declinazione d’inizio millennio sono ancora gli obiettivi da raggiungere. L’intervento all’interno del rapporto tra il nord ed il sud del mondo, tra diritti, risorse e consumi globali, gli inediti ed attuali scenari del continente latinoamericano, la crescente influenza del movimento pacifista ed antiliberista all’interno dei più tradizionali segmenti dei movimenti sociali, e del lavoro rappresentano la possibilità di una nuova formulazione del tema del conflitto e del cambiamento. Non ho, quindi, in definitiva, il rancore di lascia ma, ritrovo, l’entusiasmo di chi comincia”.
COMMENTO
Perchè non avete scritto che Generoso Bruno ha aderito a Rifondazione Comunista?
di Michele
01/02/2006 – 20.49
