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Quindi delle due l’una: o queste dimissioni sono l’ennesima presa in giro perpetrata ai danni degli avellinesi, oppure siamo dinanzi ad una preoccupante dissociazione tra quello che viene dichiarato prima e quella che si fa poche ore dopo. Ci sarebbe piaciuto che le dimissioni, vere, del sindaco fossero arrivate per la presa d’atto di non essere riuscito a muovere alcunché a proposito di Isochimica e Mercatone, oppure che questa grave decisione arrivasse motivata dalla dichiarazione onesta e trasparente di non essere riuscito ad imprimere alcuna discontinuità, continuando a lasciare nell’abbandono le periferie (a Quattrograna è ormai Far West, Picarelli, Pianodardine e la Ferrovia sono letteralmente abbandonate), i parchi pubblici (da quello di via Colombo al vero e proprio scandalo di Parco Palatucci), le opere pubbliche (da piazza Castello al tunnel, dal mattatoio comunale alla Dogana).
Sarebbe stato nobile, cioè, se – ad oltre un anno dal proprio insediamento – si fosse preso atto di un bilancio fallimentare e se ne fossero tratte le doverose conseguenze, senza vivere nell’alibi di un passato che, per quanto disastroso, ha contribuito significativamente all’affermazione elettorale di Foti: basti pensare a quanti della vecchia maggioranza di Galasso, a cominciare dal sen. De Luca, sono i perni della nuova maggioranza. Purtroppo già sappiamo che entro diciannove giorni si concluderà questa farsa, il sindaco (magari stracciando accordi presi e pattuendone di nuovi) si presenterà con una compagine forse nuova nei nomi ma vecchissima nei metodi e nella genesi, per attendere e favorire la campagna elettorale di qualche aspirantea consigliere regionale, condannando Avellino al drammatico declino che già vive”.