Gargani: “No a politica due forni, Udc riferimento dei moderati”

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L’ Associazione “Progetto Sud-Europa”, si è riunita sotto la presidenza dell’europarlamentare Giuseppe Gargani per definire le iniziative da portare avanti per il futuro, dopo ampio articolato dibattito cui hanno partecipato i numerosi soci e simpatizzanti provenienti da tutta l’Irpinia. I soci dell’Associazione hanno dunque confermato la scelta di aderire all’Udc, partito saldamente ancorato al centro, autonomo ed indipendente rispetto ai due poli e nel quale tutti si riconoscono per formazione, cultura, sensibilità e condivisione dei valori ispirati alla tradizione cattolica. Al tempo stesso hanno deciso di mantenere in vita la stessa Associazione per una attività culturale di stimolo e di sollecitazione alle iniziative del partito sul territorio, aggregando persone, circoli ed associazioni con una loro struttura e con una finalità adeguata a quella indicata dal partito. L’Associazione Sud Europa vuole rafforzare il partito e non prestarsi ad iniziative parziali o faziose, e in coerenza con la storia politica dei propri soci si ripromette di svolgere una forte azione propositiva di elaborazione politica e culturale, evitando personalismi e contrapposizioni per favorire con senso di responsabilità la strada della mediazione e della ricerca dell’unità, più che mai indispensabile in questo momento. L’On. Casini nell’assemblea di Chianciano della settimana scorsa ha confermato queste posizioni come le uniche capaci di affermare un partito con caratteristiche diverse e contrastanti rispetto agli innumerevoli movimenti personali senza costrutto e senza storia, ed anche l’associazione “Progetto Sud – Europa” attende la verifica e l’attuazione di quei principi. Dopo Chianciano si apre ora la stagione dei congressi, che saranno chiamati a verificare appunto la linea del partito e a rendere chiara la rigenerazione delle sue strutture. “La prospettiva per la quale tutti si sono detti convinti – ha ribadito nel corso del suo intervento l’on. Gargani – è quella di una forza politica che, per superare nei fatti il misero e inadeguato bipolarismo attuale, non sceglie né a destra né a sinistra ma, anche a dispetto dell’attuale legge elettorale, conferma la sua autonomia e vuol caratterizzare una identità precisa e politicamente forte in modo da poter essere punto di riferimento culturale e politico per un vasto blocco sociale che chiede un riferimento sicuro. Solo se si è autonomi e ci si presenta al corpo elettorale con il proprio simbolo si corregge la cattiva politica e si evitano alleanze non gradite e non utili”. “Bisogna dunque – ha proseguito. Gargani – abbandonare la politica dei due forni per investire sul lungo periodo e sulla fase ormai inevitabile di ricomposizione del quadro politico, dove l’Udc dovrà rafforzarsi come punto di riferimento esclusivo per i tradizionali elettori moderati. Non deve spaventare la circostanza che il partito attualmente abbia meno del 10%. Anche il tradizionale partito dei cattolici, la Dc, alle sue origini era minoritario rispetto al liberalismo e al socialismo allora prevalenti, ma si caratterizzò per la sua posizione autonoma e si saldò fortemente nella società. Le esperienze di Sturzo e di De Gasperi nel dopoguerra non furono diverse, ma la forte identità e la capacità di avere un solido progetto hanno consentito i larghi consensi che conosciamo. Per corrispondere a questa esigenza complessa – ha concluso Gargani – è necessario dunque partire dall’organizzazione del partito politico, dove organizzazione sta per partecipazione dialettica, collegialità, democrazia, pluralismo”. Numerosi interventi hanno contribuito ad approfondire i temi politici e particolarmente significativo l’intervento del Prof. Lucido che oltre a fare una analisi precisa della situazione nazionale ha analizzato la drammatica situazione della nostra Provincia che si vede colpita al cuore con la chiusura di strategiche realtà produttive come la IRISBUS, ai cui dipendenti e rispettive famiglie è stata espressa tutta la fraterna solidarietà, e con la soppressione di importanti servizi, dai trasporti alla sanità, alla giustizia, che farebbe precipitare il nostro territorio a cinquanta anni indietro. L’assemblea, a conclusione, ha proceduto al rinnovo del direttivo rappresentativo delle varie realtà territoriali e delle varie professionalità, che si riunirà a breve per la distribuzione delle cariche sociali e per la definizione di una serie di iniziative monotematiche da tenersi in forma itinerante in tutta la nostra provincia.

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