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La giustizia, secondo Gargani, “… è il presupposto per una società che funzioni. Il dato preoccupante è che la giustizia non è più sentita come popolare ovvero le persone non credono più in una giustizia giusta. Invece il popolo italiano deve ancora credere e deve avere una fiducia illimitata nella giustizia. In mancanza di queste cose si crea un deficit nella democrazia del Paese. Come legislatore – ha aggiunto – ho tentato di mettere i magistrati su un binario perchè la magistratura è ormai un potere e va perciò disciplinata”. E ancora, parlando dei temi dell’attualità politica, Gargani ha spiegato: “Rispetto al fallimento del bipolarismo il terzismo del centro può rappresnetare il punto di pace della società”.
Per l’autore Pietro Funaro si tratta di una sorta di autobiografia, la sua, che si snoda attraverso un commovente viaggio nel passato, alla riscoperta della propria drammatica odissea giudiziaria.
“La giustizia è molto lontana dalla pubblica opinione – ha riferito l’avv. Benigni in apertura dei lavori – Funaro nel libro parla di giustizia che diventa uno strumento di repressione del diritto del cittadino. E’ necessario che si operi con senso di responsabilità”. In questo senso, fondamentali anche le parole dell’on. Scarlato che ha spiegato: “Nel libro è stato raccolto tutto ciò che non si deve fare ma che si è fatto. Qui troviamo qualsiasi genere letterario, c’è il Delitto e il Castigo di Dostoevskij, c’è Il Processo e il dramma autobiografico di Kafka”. (@antopirolo)