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A ricostruire la storia dell’allontanamento tra i garganiani e il partito, fatta di ricorsi e lettere ai coordinatori Cosenza, Cusano e Cosentino, è Antonio Di Mizio ex coordinatore provinciale di Forza Italia, che ha elencato i 33 comuni dove, a suo dire, la scelta dei coordinatori locali è stata calata dall’alto, vedendo in postazioni importanti, come Avellino, Ariano, Atripalda, Lioni ed altre, rimossi gli ex coordinatori senza alcuna motivazione. “E’ questo oggi il PdL irpino: con un comitato provinciale improvvisato che in due anni non si è mai riunito”.
“Dirigenti indifferenti alla capacità di radicamento sul territorio, abituati a cacciare foglietti prestampati dalla tasca” li definisce Gargani. “Mi sono speso affinché il gruppo dirigente fosse frutto di una discussione collettiva. La creazione di un percorso associativo all’interno del partito aveva come unico scopo quello di dare un contributo di idee. Invece è stato visto come un disegno sinistro, la costituzione di un partito parallelo. La nostra è solo voglia di essere protagonisti”. Vuole sgomberare il campo da ogni equivoco Gargani: “Abbiamo proposto il nostro progetto politico a Caldoro, che è persona capace di confrontarsi. Con lui collaboreremo per restituire il ruolo eurocentrico che la Regione merita di riconquistare. Le elezioni di marzo rappresentano la svolta”. Inevitabile il riferimento a questa provincia che lo ha sempre sostenuto: “Mi voglio sdebitare con chi mi ha sempre votato: qui c’è voglia di politica e in questo momento il PdL non rappresenta l’alternativa che avrebbe dovuto essere al centrosinistra. Bassolino ha creato il deserto attorno a sé, il Pd campano è un partito inutile. Ma per contrastarlo non bastano i numeri, ci vuole una forza coesa e capace di ascoltare”. Insomma Caldoro dovrebbe tenere in caldo per ‘Sud Europa’ un posto nella sua lista di candidato governatore: il ruolo di Gargani, in caso di vittoria del presidente socialista, dovrebbe essere quello di traghettare la Campania al primo posto nell’utilizzo dei fondi europei. “E’ una scommessa”, assicura Gargani. Al momento la certezza è che il partito di Berlusconi in provincia di Avellino continua a perdere pezzi anche consistenti.