L’europarlamentare Giuseppe Gargani guarda oltre. Alle neonate sigle, ai partiti di oggi, vorrebbe metterci una pietra sopra. Il suo sogno, da politico navigato è veder nascere un partito popolare europeo che raggruppi davvero coloro che si oppongono al modello del socialismo. Una impresa ardua, ma non impossibile. Sognare ad occhi aperti, direbbe qualcuno. “Ho ricevuto dagli amici varie sollecitazioni. In Italia in questo momento non si capisce nulla. Ma non è che in Europa stiamo meglio – annuncia Gargani – Lasciamo le lamentele e guardiamo avanti. Bisogna ragionare per trovare un punto di equilibrio e per un impegno diverso”. Al suo fianco c’è Dino Preziosi, consigliere comunale e rappresentante dell’associazione La Svolta inizia da te. E’ presente perché invitato e onorato di prendere parte alla discussione e disponibile a portare un contributo di idee. Ma in sala non è il solo: c’è il sindaco di CastelBaronia Carmine Famiglietti, quello di Trevico Antonio Picari, l’ex assessore provinciale Peppino Solimine, l’ex assessore comunale di Avellino Franco Mercuro, l’ex coordinatore di Forza Italia Antonio De Mizio, il presidente dell’Asi Giulio Belmonte sono seduti nelle prime fila. L’argomento è di una attualità stringente: riunire i moderati. Ma come si domandano in molti? Giuseppe Gargani dice: “con le europee abbiamo una opportunità unica. Stare tutti insieme, perché disgregati si perde. Dobbiamo unirci nel nome dei valori. Dobbiamo far recepire le nostre istanze all’Europa, perché l’Italia è la nazione con maggiori valori popolari. Voglio ricordare la Dc, nessuno può disconoscere che in quel momento storico la Dc ha pacificato il Paese, è stato un partito capace di sconfiggere la lotta di classe imposta dai comunisti”. Da vecchio democristiano Gargani vede e non vede la Forza Italia 2.0 “Berlusconi si illude di far fuori qualcuno con questa nuova proposizione. Il berlusconismo è finito. Si dice per colpa dei magistrati. Ma io ho una ricetta migliore. Se diventa un contenitore di forze rinnovatrici e moderati quel progetto antico può diventare nuovo ed essere utile e funzionale per generare una nuova classe dirigente. Altrimenti sarà solo una triste nostalgia”. Ma le parole non sono tenere anche per l’Udc: “ fase superata, come quella di tanti altri partiti come Scelta Civica. Vanno stanati”.
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