AVELLINO- “Credo che c’e’ ancora bisogno di lavorare sulla difesa d’ufficio. Magari anche incentivando questo Ufficio da un punto di vista economico, questo laddove l’imputato non sia in grado, diciamo di retribuire il difensore di fiducia o comunque ritenga di non dover partecipare al processo”. E’ una delle riflessioni che il Procuratore facente funzioni di Avellino Francesco Raffaele ha rilevato nel suo intervento di saluto all’incontro di Formazione organizzato ieri pomeriggio nell’Aula Livatino del Palazzo di Giustizia dalla Scuola Forense dell’Ordine degli Avvocati di Avellino, guidata da Raffaele Tecce sul tema della “Garanzie per l’imputato assente”, che ha visto confrontarsi, moderati dall’avvocato Gaetano Manzi, il giudice del Tribunale di Avellino Elena Di Bartolomeo e il docente universitario Giuseppe Della Monica. Il Procuratore Raffaele ha ricordato come negli anni ci siano stati cambiamenti importanti a garanzia degli imdagati. Partendo da quello attivato poco dopo il suo ingresso in Magistratura nel 1997, ovvero l’avviso di conclusione delle indagini preliminari: .”L’avviso di conclusione delle indagini, che per il Procuratore facente funzioni di Avellino rappresenta una fase di grande civilta’, in quanto si e’ consentito “a qualcuno di intervenire anche nella fase di indagini, potendo dire la sua prima che fosse esercitata l’azione penale, piuttosto che dover comparire direttamente davanti al giudice. Quindi una prima interlocuzione con un pubblico ministero”. Cosi’ anche per l’interrogatorio di garanzia, fatte salve ovviamente le deroghe che esistono: “Successivamente- ha spiegato Raffaele- anche recentemente, questo prima della applicazione di una misura restrittiva: l’ interrogatorio preventivo. Ecco, ci sono state molte polemiche. Io, francamente, al di là delle necessarie deroghe , per cui si decide di bypassare questa fase per effettuare l’interrogatorio , dopo l’ esecuzione, anche lì, credo che sia un passo avanti e una conquista dare la possibilità a chi si vede oggetto di una richiesta di misura restrittiva, anche grave come la custodia cautelare in carcere, di poter interloquire con il Gip e con il pubblico ministero, se presente, e dare semplicissimamente la sua versione dei fatti”. Entrando nel tema del dibattito, quello dell’assenza dell’imputato nel processo, Raffaele ha ricordato come “non ci dimentichiamo che noi per non so quanto tempo, abbiamo processato e condannato i soggetti irreperibili senza avere la minima prova che questo soggetto fosse a conoscenza del fatto che c’erano state indagini e poi un processo a suo carico. Perché il 159 ci consentiva di notificare tutti gli atti effettuati nelle ricerche, questo in maniera veramente molto superficiale, l’avviso di conclusione delle indagini e la citazione al giudizio al difensore che spesso era un difensore d’ufficio. Adesso invece il processo si sospende. Se non c’è la prova che sia a conoscenza del procedimento penale, il processo si sospende e naturalmente si sospenderanno i termini di prescrizione e tutto ciò che che ne deriva”. L’ interesse pubblico che un tema che appare piuttosto tecnico e’ stato quelllo evidenziato dal professore Della Monica, per cui e’ fondamentale che l’imputato partecipi al processo.”Occorre fare di tutto per garantire la presenza dell’imputato al proprio processo e il processo, per quanto giusto e corretto, vogliamo costruirlo, elresta un processo comunque ingiusto, se non assicura all’imputato la libera scelta di parteciparvi o meno. Perché l’imputato è portatore di una verità alternativa rispetto a quella del pubblico ministero. E’ l’unico portatore di una verità alternativa”. Per Della Monica non basta neanche la difesa tecnica garantita dall’avvocato: ” non basta la difesa tecnica dell’avvocato- ha spiegato lldocente- è necessaria, ma da sola non basta. Occorre anche che l’imputato sia consapevole degli sviluppi del processo e possa così contribuire alla elaborazione che il difensore porterà avanti in sede processuale”.
Garanzie per gli imputati, il Procuratore Raffaele: potenziare e incentivare la difesa d’ufficio
