«Non ci sono commenti da fare, se non una dura condanna, per quanto è accaduto con il servizio di eliambulanza che in ben due occasioni, nei giorni scorsi, ha fatto registrare due mancati interventi. Fatti che impongono una riflessione profonda sia al direttore generale dell’Asl Sergio Florio e sia a quanti in questi giorni hanno preferito a diverso titolo, anche per convenienza la via del silenzio. A qualcuno vorrei ricordare che le comunità dell’Alta Irpinia, ricordando Piero Calamandrei, hanno il diritto di avere diritti e se tutto ciò non viene soddisfatto l’impegno politico, istituzionale e sociale deve essere moltiplicato fino al raggiungimento degli obiettivi». Dopo la lettera aperta dai toni durissimi indirizzata al presidente e alla Giunta regionale, al presidente e a tutti i capigruppo del Consiglio regionale, Pasquale Gallicchio dirigente provinciale del Partito democratico cerca di richiamare ad un maggiore impegno perché il momento è molto delicato per l’ Irpinia. «Soprattutto per chi è impegnato in politica – afferma Gallicchio – c’è la necessità di continuare nella responsabilità di costruire basi concrete per una vera speranza affinché si possa continuare a vivere nei nostri piccoli paesi e che trova nei servizi la prima certezza. Sappiamo che fuggire può essere la strada più semplice, sappiamo, però, che spesso è necessario ed inevitabile restare qui perché sappiamo che l’alternativa alla fuga dipende da noi». Proprio rispetto a tutto ciò, Gallicchio immette nuovi elementi nella battaglia per una migliore sanità. «Nel nuovo documento per la riorganizzazione ospedaliera prevista dal ministro della Salute, Renato Balduzzi ci sono novità che ci suggeriscono di stare molto attenti a quanto accadrà tra poco. Molto interessante è la sezione dedicata ai “Presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate”. In questi presidi, fa notare il ministro, occorre garantire una attività di pronto soccorso con la conseguente disponibilità dei necessari servizi di supporto attività di medicina interna, di chirurgia generale ridotta. Sono strutture a basso volume di attività con funzioni chirurgiche non prettamente di emergenza, con un numero di casi troppo basso per garantire la sicurezza dei ricoveri anche in relazione ai volumi per il mantenimento dello skill e delle competenze e che incidono pesantemente sulle tipologie di investimento richieste dalla sanità moderna, devono essere integrati nella rete ospedaliera di area disagiata e devono essere dotati indicativamente di: un reparto di 20 posti letto di medicina generale con un proprio organico di medici e infermieri; una chirurgia elettiva ridotta che effettua in Day surgery; la copertura da parte dell’equipe chirurgica per garantire un supporto specifico in casi risolvibili in loco; un Pronto Soccorso presidiato da un organico dedicato all’Emergenza-Urgenza; la struttura è organizzata con la possibilità di eseguire indagini radiologiche con la trasmissione per immagine collegata in rete al centro hub (Ospedale DEA di II Livello) o spocke (Ospedale sede di DEA di I Livello) più vicino, indagini laboratoristiche in pronto soccorso. Una soluzione praticabile per Bisaccia?». Il dirigente provinciale del Pd rispetto alla visita di Florio che sarà a Bisaccia nella mattinata di lunedì per un incontro programmato da Cisl e Uil, afferma: «Dico a tutti i sindacati, Cgil, Cisl e Uil di aver fatto bene a risollevare con convinzione la questione Bisaccia. Mentre del direttore generale non possiamo accettare o giustificare comportamenti, del resto avallati dalla Regione Campania, che smantellano l’ospedale di Bisaccia e non solo. Inoltre, il progetto Florio seppur corretto dal punto di vista tecnico sta presentendo molte lacune perché non tiene conto delle vere criticità del territorio e delle esigenze delle comunità. Del resto gli effetti sono visibili sotto i nostri occhi».